Leggere salva la vita; scrivere è una vocazione che, spesso, si palesa già in tenera età e diventa per alcuni il modo prediletto di esprimere se stessi. Crescendo si può scoprire di essere più a proprio agio con le storie lunghe, e quindi ci si impegna con la stesura di un romanzo, oppure di sentire “nelle proprie corde” la scrittura di aforismi – più immediati e, in termini di tempo impiegato, meno impegnativi – o le poesie. Sono diventata adulta amando visceralmente i grandi poeti italiani (Leopardi, Pascoli, D’Annunzio, Quasimodo… e tutti gli altri) ed ancora oggi questa venerazione fa parte di me, tanto da spingermi – senza osare alcun paragone – a scrivere brevi testi poetici ed a leggere poesie di autori contemporanei. In generale, sono affascinata dagli artisti perché la vita e le esperienze ad essa collegate, reinterpretate in modo “poetico”, hanno il duplice e particolare scopo di ridisegnare la realtà, di proporre un approccio alternativo e di spingerci, quindi, ad agire fino al punto di sentirla pulsante di senso, mistero e magia anche nelle cose di tutti i giorni.

La vita senza poesia sarebbe come un fiore senza corolla; mancherebbe il colore, ciò che il più delle volte ci consente di reagire al grigio delle delusioni e di credere nella rinascita. Elisa Tardivo è una poetessa che ho incontrato nel mio girovagare tra le pagine Facebook; i suoi versi e le sue frasi hanno qualcosa di mistico e delicato, talvolta ermetico, ma non mancano di assumere contorni forti, o di affrontare stati d’animo ed argomenti ancora tabù, nonostante il nostro continuo dichiararci “moderni”. Parlando di Poesia, ci siamo confrontate su alcuni aspetti salienti; se vi va, leggete cosa ne è venuto fuori.

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Elisa Tardivo
  • Innanzitutto: cos’è per te la Poesia? Un hobby, un passatempo, uno sfogo o cosa?

– Elisa – La poesia per me è una necessità d’anima, attraverso di essa riesco ad esprimere la sua essenza.

  • Quando componi le tue poesie? Cosa ti ispira?
  • – Elisa – Mi ispira qualsiasi cosa mi colpisca o mi trasmetta emozioni. Può essere una foto, una canzone, un raggio di sole, il mare…insomma ogni cosa ed in qualunque momento della giornata.
  • Da poco è uscita una tua raccolta, disponibile anche nelle librerie, intitolata “Riflessi in volo sul mare”, edita da Linee Infinite Edizioni. Cosa deve aspettarsi di leggere una persona che decide di prendere la tua creaturina e portarsela a casa?

– Elisa – Deve aspettarsi di sentir parlare di emozioni, di fare un viaggio dentro se stessa.

  • Come sei arrivata alla pubblicazione? In che modo hai conosciuto la tua Casa Editrice?

– Elisa – Ho iniziato con un concorso, successivamente ho pubblicato tre antologie con l’editoria Pagine. Sono poi passata alla Albatros, e con loro è nato il mio primo libro intitolato Ironicafollia. Navigando sul web mi sono poi imbattuta in Lara Bellotti, agente letterario con la quale è nata un’empatia pazzesca; da là il rapporto è diventato altresì professionale. Infatti Lara ha curato nei minimi particolari la Silloge, contattando lei stessa la CE Linee Infinite che, con grande entusiasmo, ha accettato subito la pubblicazione.

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  • La vita è un’inesauribile fonte di ispirazione, ma i Poeti hanno sempre un argomento o delle emozioni preferite, quelli che solitamente ispirano i versi più belli e li rendono, nel tempo, indimenticabili. Quali argomenti, quali stati d’animo senti più vicini ai tuoi scritti?

– Elisa – Ritengo di essere eclettica, pertanto non ho un solo argomento; per me il TUTTO è l’argomento, di conseguenza pure le molteplici sfumature con cui esso si manifesta.

  • Oggi come oggi, scriviamo tutti. Basta registrarsi su un social, selezionare “Scrittore” tra le informazioni personali ed eccoci marchiati da un titolo che ci rende fieri (tutti, me inclusa) e che spesso – ahimè – ci diamo a sproposito, senza avere la dovuta considerazione per la Scrittura vera, quella importante, che entra, sconvolge l’anima e resta per sempre. In nome delle “licenze poetiche” che, ora come non mai, abbattono ed oltrepassano le regole esperenziali, emozionali e grammaticali, ci sono molti scrittori arrangiati e moltissimi lettori scoraggiati, e certi editori da quattro soldi non si fanno scrupoli nell’indire concorsi letterari dove, per la pubblicazione, contano più i contributi o le quote associative che la qualità degli scritti. Tu come ti poni di fronte a questa realtà? Cosa c’è di diverso, di originale, in te che ti distingue dalla massa e ti rende Poetessa?

– Elisa – Il mondo editoriale è sicuramente una giungla difficile da esplorare senza cadere in alcuni “inganni”. Devo anche dire che le raccolte di poesie sono in crisi ai giorni nostri, le CE tendono a non esporsi senza la sicurezza di rientrare delle spese. Per quanto possa risultare “abominevole” noi esordienti non possiamo certamente pretendere di essere considerati oro colato, non siamo né Alda Merini, né Giacomo Leopardi! Ci si deve limitare nella valutazione della loro serietà e dell’impegno che sono disposti a metterci nel far conoscere il nostro lavoro con la conseguente vendita. Per quanto riguarda invece il fatto che tutti si auto definiscano scrittori o poeti, beh dico che poi sono i lettori a giudicare. Ciò che rende diversa la mia scrittura credo sia l’uso degli elementi per spiegare avvenimenti interiori o vissuti di vita a coloro che cercano di dare voce alle proprie emozioni.

  • Vero, non siamo Leopardi, non siamo Merini, ma allora non lo siamo a prescindere. Io non giudico la tua esperienza con alcuni editori, mi baso sulla mia: un testo poetico o è bello o è brutto. Con alcuni editori il tuo testo è brutto se non accetti di pagare per la pubblicazione, è un capolavoro se – invece – sborsi quattrini. Perdonami, questo a mio parere non è un voler “rientrare delle spese”, ma un modo disonesto per sfruttare i sogni della gente, per creare false illusioni o scoraggiare talenti non paganti, per guadagnare senza fare neppure una bellissima figura (se io lettore compro una tua raccolta e dentro ci trovo il testo di un “poeta per paga”, sgrammaticato, elementare ed insipido, l’opinione negativa me la faccio sul suo autore ma anche su di te, editore, che l’hai pubblicato. Col cavolo che spendo ancora soldi – cari ai nostri giorni – per avere nuovamente cose tue che ho sperimentato essere di bassa qualità). Ripeto, è una conclusione sorta dalla sola mia esperienza. Ma in generale – sui social, nell’editoria e nella vita di tutti i giorni – i venditori di fumo li detesto con tutta me stessa. Ad ogni modo, andando oltre e tornando alla tua neonata creatura, hai un messaggio per gli amanti della Poesia? Perchè le persone devono comprare il tuo libro?

– Elisa – Ahaha… perché no? Scherzi a parte, lo si dovrebbe acquistare per sensibilità d’animo.

  • Farai delle presentazioni per la tua raccolta? Vuoi darci le date?

– Elisa – Sì, certamente. Il 21 gennaio, alle ore 18, sarò alle librerie Coop di Chieti. Per le date di Padova e altre zone sto attendendo dal mio editore la programmazione. Non mancherò di informarvi.

  • Hai una pagina Facebook da autrice?  Vuoi darci il link?

– Elisa – Sì, ho una pagina Facebook con il mio pseudonimo #Ironicafollia, dove mi propongo come autrice di poesie e, ogni tanto, di qualche piccolo racconto. Sono ben felice di darvi il link, anzi vi aspetto numerosi.

Grazie alla mia amica autrice per questo scambio sincero, e grazie a chi ha letto fino a qui. Aggiungo, di seguito, il link della pagina Facebook di Elisa e quello che vi consente di acquistare la sua raccolta in un click, direttamente dal sito dell’Editore, anche se la stessa è comunque disponibile in tutte le librerie e negli store online.

Alla prossima!

G. Pannia

Ironicafollia <— Pagina Facebook di Elisa

Linee Infinite Editore

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