Il mondo è bello perché è vario, si dice così… giusto? Io sono d’accordo per quello che riguarda la varietà ma non penso, né mai l’ho pensato, che questo implichi illusioni di alcuna sorta riguardo al ‘vivere tutti insieme felici e contenti’.

Puoi vivere generalmente felice, puoi essere a tratti contento, purtroppo però non tutti sono felici e non tutti sono felici assieme.

Spesso, per vivere bene, da alcuni comportamenti, persone, idee o modi di vedere ed affrontare il mondo occorre stare a distanza; la varietà è meravigliosa, ma poi esistono le sacrosante simpatie (e non vedo perché negarlo), le incompatibilità e le unioni per sintonie. Ci si trova perché si è stati plasmati dalle stesse esperienze, o perché si hanno le stesse passioni o, ancora, perché si  attribuisce uno stesso senso alla vita e si vive alla luce degli stessi valori.

È per questo che ho deciso di fare un’altra intervista, chiedendo che a sottoporsi alla stessa fosse la mia cara Monica Antonello. Il suo nome non vi dirà nulla, ma se aggiungo ‘La Crisalide Notturna‘ e frequentate il fantastico mondo di Facebook, non potete non esservi imbattuti in qualche suo bel post. Al solo pensare a questa bellissima pagina, non posso fare a meno di sentirmi catapultata in mezzo ai boschi, tra sentieri di collina, accanto alla fresca melodia di un ruscello, in ascolto di un guardingo procedere di quattro piccoli zoccoli, con lo sguardo rapito dal fare curioso di un cucciolo di volpe o dallo scrutare enigmatico di un pomposo gufo. Su La Crisalide Notturna è tutto un trionfo di Natura, di aria limpida, di citazioni colme di poesia, di saluti inaspettati e di profondo amore per la vita all’aperto, a stretto contatto con quanto di più genuino ci circondi.

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Monica

Monica Antonello, in quanto persona, la sua pagina, in quanto meravigliosa, e tutta una serie di ricordi ed esperienze molto simili ai miei non hanno che potuto far scoccare la scintilla, il colpo di fulmine: questa donna, quest’anima stupenda (assieme a chi ho affettuosamente intervistato prima ed a chi arriverà in seguito) è ormai una mia amica, ne vado fiera.

E, si sa, le cose di cui andiamo fieri vanno mostrate al mondo, specie ad un mondo che ancora – per sua sfortuna – non le conosce e da quelle ‘presentazioni’ può trarne un enorme beneficio.

Vi ho fatto venire l’acquolina da lettura? Volete saperne di più? Ed allora unitevi a questa semplice ma profondissima chiacchierata.

 

  • Chi è iscritto su Facebook e cerca una pagina che pubblichi cose belle, capaci di scaldare il cuore, non può non trovare magico sia il suono sia il nome della tua bellissima pagina: La Crisalide Notturna. Come sei arrivata a questa scelta?

– Monica – Intanto grazie mille dell’intervista, è un onore per me. Te ne sono molto grata.

La crisalide, come nome, nasce dal fatto che in natura una crisalide racchiude qualcosa che è in mutamento. Qualcosa che piano piano si trasforma, cambia ed è magia, secondo il mio parere. Dentro di me sento che ci sono pensieri, sensazioni, fantasie che voglio esternare, manifestare e condividere con altri.

Il termine ‘notturna’ l’ho scelto perché, sinceramente, di primo acchito, è stata la parola che ho collegato istintivamente a crisalide. E’ stato un abbinamento quasi casuale, mi piaceva l’assonanza ed è nata di getto. Come molte cose che scrivo e che escono di pancia.

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Una piccola Crisalide

Poi, ragionandoci, quel ‘notturna’ mi ricordava una canzone di Roberto Vecchioni – che adoro – Canto notturno (di un pastore errante dell’aria) in cui  la prima strofa dice così: Il navigante si perse in un sogno di stelle irraggiungibili. La cosa mi piaceva… ci stava bene ed ecco fatto! La crisalide notturna.

 

Inoltre l’imbrunire, la sera, la giornata che volge al termine, è il momento più intimo secondo me. Si ritorna dagli affetti, ci si ritrova nel calore della famiglia, ci si racconta sommessamente, magari stanchi da una giornata di lavoro, ma felici dell’essere di nuovo a casa.

  •  Una volta restati affascinati dal nome, si va sulla tua pagina ed è subito uno spettacolo stupendo. Fatto di cosa? Di animali, di boschi, di Natura. Per non parlare delle citazioni che accompagnano le immagini e di tutti i saluti da parte di Genoveffa, Martino, Geremia, Giuliano e tanti altri. Pare di stare bene come si sta bene in mezzo agli alberi, nei prati innevati ed in fiore, sui monti o in un giardino elegantemente organizzato. Quanto ami la vita all’aperto, da 0 a 100?

– Monica – Sono nata e cresciuta (e vivo tutt’ora) in una piccola frazione delle Alpi Biellesi, in Piemonte. I miei nonni materni erano contadini e fin da piccolissima ho sempre caracollato e razzolato liberamente tra mucche, capre, cani, gatti, galline…

I miei genitori lavoravano, io stavo con i nonni ed è stata un’esperienza fantastica.

Trascorrevo le estati con loro in montagna, in alpeggio, vivevamo in una cascina di pietra, senza luce né gas né acqua corrente.

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Monica ed il suo dolce nonno

Per lavarsi e fare il bucato si andava alla fontana; di sera il nonno illuminava il cucinotto con una lampada a carburo (che per altro a me faceva un po’ paura perché spesso emetteva un sibilo strano)…mentre, per salire nelle stanze, rischiaravamo il percorso con una candela. Non avevamo la televisione, ma del resto, non mi importava; nonno raccontava storie che mi tenevano incollata alla sedia, storie di quando era giovane, del tempo della guerra, delle marachelle che combinava da piccolo.  Nonna cuciva o preparava il formaggio… o stava ad ascoltare. Il tutto al calore del camino mentre fuori lo scroscio della fontana e più in là, nella stalla, le campanelle delle mucche ci tenevano compagnia.

 

Credimi se ti dico che ho ancora nelle orecchie quei suoni, nel naso quei profumi e odori; sembra di sentire il gusto del formaggio in bocca, e dire che di anni ne sono passati un bel po’. Le stanze erano pervase dall’essenza del fieno secco e dell’odore di fumo di candela misto a quello della legna bruciata nel camino…

Non avevo bisogno di null’altro: avevo niente, ma avevo tutto; vivevo dentro una favola e se c’era il temporale, bastava accoccolarsi tra le braccia di nonna e tutto era meno spaventoso. Lei sapeva di latte, di fumo di camino, del sapone che usava per lavarsi, quello buono, di una volta. Sapeva di nonna, di amore!

Da 1 a 100 il mio amore per la vita all’aria aperta è “verso l’infinito e oltre!” direi. Ecco quindi  l’idea che alla crisalide il buongiorno sia  dato dagli animaletti…

In montagna ognuno di loro al mattino sembrava darti il buongiorno e l’idea di inventare un nome nasce dal fatto che nonna lo faceva per le mucche: Vespa, Fiora, Primula, Lola, Birba, Mora…

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La nonna di Monica mentre lava i panni alla fonte

Vivere all’aria aperta è respirare tutto di lei… è nutrirsi dei suoi frutti (infatti io ho un orto per esempio), è toccare con le mani la terra,  accarezzare l’erba, sfiorare un fiore, ascoltare il falco che fischia… la cicala che frinisce… chiudere gli occhi e sentirsi parte di un cosmo di cui noi siamo solo piccole e limitate goccioline.

Credo che la natura sia parte di noi, solo che non bisognerebbe mai dimenticarlo; bisogna ritornare a respirarne i profumi (di sottobosco, di erba, di sole), a riconoscerne i rumori (il sibilo del vento, il fruscio delle foglie, i versi degli animali) e soprattutto non dovremmo mai avere vergogna di tornare bambini, di appoggiare le mani sulla corteccia di un albero, di chiudere gli occhi e sentire la forza vitale che scorre all’interno!  Perché è la stessa forza che abbiamo noi… solo che la usiamo molte volte in modo sbagliato.

  • Perché aprire una pagina su Facebook? Se penso alla mia esperienza, prima di avventurarmi in questo progetto mi sono detta e ridetta di pensarci bene, perché l’impegno sarebbe stato costante ed io, volendo fare al meglio tutto ciò che faccio, avrei potuto pentirmene. All’inizio, quando i fan sono pochi, se anche manchi di programmare un post, ti dici che tanto non se ne accorgerà nessuno. Dopo, quando i numeri crescono, senti quasi come un dovere la tua presenza in pagina. Senti che c’è qualcuno che aspetta, e la cosa ti commuove e mette in agitazione al tempo stesso. A te è mai capitato? Hai mai pensato che, un giorno, potresti decidere di chiudere tutto e tornare nel solo mondo reale?

– Monica – La pagina nasce come possibilità.

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I nonni di Monica: la vita dura dei campi e sempre il sorriso in volto e nell’anima

Ti spiego: con una mia cara amica avevamo creato un gruppo con lo scopo di condividere l’interesse per il fantasy, il Celtismo, i popoli vichinghi, i miti, le leggende, la musica, le letture e quanto altro ci stuzzicasse la fantasia, con altre persone che avessero le stesse passioni; c’era anche la possibilità di scrivere cose nostre, pensieri, filastrocche, ecc. L’unico “obbligo” era quello di mantenere come filo conduttore il fantasy.

In realtà il tutto non è andato a buon fine, o meglio, non tutti i membri vedevano il gruppo come punto di incontro di opinioni e scambio delle stesse.

A volte sembrava di portare avanti un dialogo a due o tra pochissime persone.

Così mi sono detta: perché non provare a creare una pagina? Ed ecco qui La Crisalide, pur tra dubbi e incertezze sul come e sul cosa fare. Una possibilità… un’opportunità di esprimere le proprie opinioni, esternare i propri interessi e interagire attivamente con altre persone.

Concordo con te quando dici che senti la tua presenza in pagina come un dovere. E’ un dovere piacevole, però, che non ti pesa; certo ti prende molto tempo (se vuoi fare bene le cose), ma è bello cercare nuove immagini e frasi da postare, scopri ciò che non conoscevi. Per esempio, cercando informazioni sui miti del Nord e sui vichinghi, ho imparato tante cose che prima non sapevo e nemmeno immaginavo; la Crisalide è la possibilità di accrescere la propria cultura. Non si smette mai di imparare! Poi mi piace pensare che chi entra a casa della Crisalide si senta il benvenuto. Lascio la porta socchiusa in modo che si possa entrare liberamente… la dispensa è ben rifornita (per i golosi) e chi gradisce può trovare del buon idromele sul tavolo; è come tornare bambini e giocare al “fare finta che..”

E quando rientro dopo gli impegni reali quotidiani, mi piace immaginare che siano tutti lì ed è bello ritrovarli leggendo i commenti che lasciano.

Chiudere la Crisalide? Non so… ora come ora ti dico: assolutamente no. Poi per carità, non posso sapere cosa riserva il futuro, ma attualmente non riesco ad immaginare di lasciare questo pezzetto di mondo, anche se non nascondo che a volte non è facile da gestire e Facebook ci mette il carico da 90 mettendoti il bastone tra le ruote, è innegabile. Ma per i fans vai avanti e con alcuni di loro si crea un legame tenero e particolare… come se li conoscessi da una vita. Insomma ti ci affezioni col cuore.

Man mano che la pagina cresce (anche se a volte con difficoltà) diventa parte di te ed è bello prendere manciate di cuore per donarle agli altri, soprattutto oggi che donare il cuore non è cosa da poco e da molti è visto come segno di debolezza.

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“La nonna, la sua vita… il mio cuore” Monica

Credo che riuscire a regalare anche un semplice sorriso alle persone sia la cosa più bella che possa capitare.

Inoltre, la Crisalide mi ha dato la possibilità di conoscere altre pagine e dietro di esse persone speciali che donano l’anima e la loro essenza profonda agli altri: Druidi, Purple Soul, La Filastrocchiera (solo per citarne alcune) … tutto un mondo di sensibilità, cuore… e anche creatività (L’antro dei gufi, La bottega della cappellaia matta, per esempio).

  • Quindi, anche se hai già anticipato la risposta, perché stiamo su Facebook? Per essere approvati e confermati, o per trovare spiagge in grado di accogliere un mare di emozioni e sensazioni che ci travolge e che fatichiamo a trattenere entro i labili confini del nostro corpo?

– Monica – Credo entrambe le cose, sai? Da una parte è bello esternare le proprie emozioni e vedere che vengono apprezzate; ti ‘gasi’ e vuoi fare sempre di più. Quando sei appena nata e vedi che fai fatica a crescere ti spiace un po’ perché sembra che nessuno ti calcoli, quindi ti arrovelli per capire cosa puoi migliorare e cosa invece devi evitare. Studi, leggi, cerchi, magari vedi che un post non ha successo e allora ti butti ancora di più a capofitto nella ricerca. Tutto questo prende molto tempo e non è facile conciliare vita reale con la vita della pagina, ma se pensi che aprirla è come entrare nell’armadio di Narnia… tu non ti ci butteresti a perdifiato?

Di contro, credo che sì… per certi aspetti (senza immodestia o presunzione) non dispiaccia trovare l’approvazione di altre persone che non sono, per esempio, i tuoi familiari… Io ho un compagno che legge ciò che pubblico e mi dà consigli; è abbastanza obiettivo e se qualcosa non va bene me lo dice senza problemi, ma è pur sempre ‘condizionato’. Mi spiego meglio: a lui, in fondo, comunque piace ciò che faccio o scrivo. Una persona estranea non ha filtri, quindi se piace ciò che pubblichi piace, sennò ciao. L’approvazione degli altri (quando c’è) è importante alla fine della fiera, e siamo sinceri… ci lusinga!

  •  Educazione dei più piccoli: giochi in casa o giochi all’aperto? Regole e passaggi preconfezionati o sfogo, istinto, salti nelle pozze d’acqua e profumi di stagione? A stare sulla tua pagina la risposta – pure questa 😛 – pare scontata, ma parlaci della tua esperienza di mamma, in tal senso.

– Monica – I giochi in casa vanno bene solo se fuori c’è brutto tempo o non si ha la possibilità di uscire all’aperto senza pericoli (bisogna però aprire la porta alla fantasia e non restare per ore davanti alla televisione intorpidendo la mente). Se nevica si esce ugualmente… anzi, meglio! Così si gioca a palle di neve!

Io da bambina (e anche un po’ più che bambina) ero una scavezzacollo.

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Transumare con la nonna

Giocavo agli indiani costruendo arco e frecce, mi arrampicavo sugli alberi scorticandomi le ginocchia, saltellavo da una pietra all’altra del ruscello rischiando di rompermi un osso, andavo a caccia di rospi (senza far loro del male), esploravo le cascine diroccate col rischio che mi crollasse tutto in testa, inseguivo le galline di nonna e cavalcavo le staccionate facendo finta di essere in sella a Furia cavallo del West  (allora era un telefilm seguitissimo da noi giovanetti)…

Sono caduta, mi sono rotta uno zigomo, avevo le ginocchia costantemente sbucciate, le gambe erano un livido unico, i gomiti erano perennemente rossi di mercuro cromo! Eppure me ne stavo zitta con nonni e genitori, altrimenti erano guai!

Le mie tre principesse ora sono grandi, ma le ho sempre lasciate giocare all’aperto, complice il fatto che abito in un posto lontano dal caos di città e circondato solo da prati e boschi, lontano da pericoli come li intendiamo al giorno d’oggi (macchine, traffico, ecc). Non importa se tornavano inzaccherate, scorticate o infangate: quella è la libertà, è la fantasia che scalpita e galoppa… e va bene così!

Non sono mai stata una mamma ansiosa. Cadi? Ti sei fatta male? Ok… alzati che non è nulla! (certo,  per fortuna, non è mai capitato niente di grave ovvio). Ma non sono mai andata in panico per una sbucciatura né mi sono lasciata prendere da inutili isterismi.

I bambini oggi hanno poca fantasia (almeno la maggior parte di loro); per me la fantasia era un modo per fuggire da una realtà che, per un certo periodo della mia vita, è stata dura e difficile. Vittima di bullismo alle medie, mi rifugiavo in un mondo tutto mio fatto di eroi e cavalieri… dame e principesse… dove io ero quella che attendeva, sulla torre più alta e inaccessibile, il suo principe azzurro.

Poi, sai, cresci, cambi, più o meno dimentichi (anche se certe cose lasciano segni indelebili), ma la fantasia è sempre stata accanto a me… puntualmente e immancabilmente presente. Quindi via con i salti nelle pozzanghere, alla scoperta delle  cascine diroccate e al saltellare come uno stambecco sulle pietre del ruscello!

  • Sono passati dieci anni, hai avuto tutte le soddisfazioni che ti aspetti dalla vita, e La Crisalide Notturna… finisci tu.

– Monica – La crisalide notturna festeggerà i suoi primi 10 anni con i suoi fans e con le pagine amiche… spero. Oppure farà leggere ai nipotini i suoi scritti e le sue filastrocche, e ne inventerà altri.

In fondo c’è così tanto da scrivere e inventare…

O magari abbasserà il sipario, spegnerà ad una ad una le luci, con un inchino ringrazierà tutti e si congederà mestamente con un sorriso; come un cavaliere che stanco delle innumerevoli battaglie, attraversa il ponte levatoio e lo richiude alle spalle. Oppure, semplicemente, spegnerà il camino…coprirà sedie e mobili con teli leggeri e dirà:

l’ultimo chiuda la porta.

(ma gli ultimi due casi potrebbero verificarsi solo per cause di forza maggiore, ok? 😉)

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Ancora Monica, oggi

Cuore, splendore, autenticità, valore, bellezza; questo – solo questo – è ciò che voglio sul mio blog. Ed anche stavolta, come quelle precedenti, ce l’ho fatta. Non credete?

Non mi resta che fare una cosa: lasciarvi il link diretto alla Pagina Facebook di Monica. Andate a visitarla, non ve ne pentirete!

La Crisalide Notturna

Alla prossima! 😉

(G. Pannia)

 

 

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