Sentire l’esigenza di esprimere se stessi credo sia il segno che identifica un’anima in viaggio, in cerca, in evoluzione; la vita fornisce ogni giorno gioie e fastidi di cui occuparsi, di suo sarebbe già piena ed impegnativa ma alcuni non riescono a sentirsi vivi e realizzati se non trovano un modo, quello più congeniale, per dar voce al proprio mondo interiore, alle proprie domande, alle proprie risposte, alle esperienze passate, significative, belle o meno belle che siano.

Amo – e l’ho sempre detto – chi si esprime con la scrittura anche se, ovviamente, in questo mondo ricco e variegato esistono per me preferenze e distanze, come per chiunque in qualunque settore della vita. Amo altresì chi realizza arte con le mani (ambito a cui mi avvicino con più modestia, sapendo di non essere dotata né di pazienza né di grandi abilità); adoro la fotografia, trovo molto affascinante la pittura.

Oggi voglio mostrarvi i dipinti di un’artista profonda e delicata, che ho avuto modo di conoscere grazie alle condivisioni su Facebook. Il suo nome è Serena Zanardo e le sue creazioni sembrano avere il potere di scardinare i lucchetti della mente e raggiungere velocemente l’anima. Osservare ciò che realizza è essenzialmente il facilitare un dialogo spirituale. Tutte le opere fatte bene possono questo, no? Possono intavolare un insperato discorso con la nostra parte più vera e profonda, in totale silenzio, con l’implicita promessa che esso resterà segreto tra quell’opera ed il nostro subconscio, non senza averci arricchito e fatto provare preziose sensazioni.

Alle foto, ai link ed ai filmati riguardanti quest’artista talentuosa, commovente nel suo ricercato rendere eterne le cose semplici, ho anche abbinato una breve chiacchierata. Vi va di leggerla? Eccola qui, per tutti voi.

 

  • Benvenuta, Serena… iniziamo subito con le domande “toste”? 😛 Da quanto ti accompagna questa passione? È nata quando hai avuto a che fare per la prima volta con gli acquerelli o l’hai scoperta più tardi?

– Serena – Come racconto anche nella mia biografia… è una passione che porto con me fin da bambina.

Il  mio primo maestro è stato un artista del mio paese, Lorenzo Ravera, che da quando avevo circa 6 – 7 anni mi faceva andare nel suo studio… io disegnavo, ovviamente, ma mi piaceva osservarlo e sicuramente ho imparato molto in questo modo. È stato lui a farmi usare gli acquerelli per la prima volta e a regalarmene  una scatola a Natale.

Solo negli ultimi anni, però, ho deciso di provare a trasformare questa passione in una professione ma il disegno mi ha sempre accompagnata. Disegnavo sulla ceramica ed ho realizzato un po’ di mostre nel mio paese durante le feste “artistiche”… ma ho continuato a dire che era solo un hobby.

E questo impegno, sì e no, avveniva una volta al mese, extra compiti di scuola per educazione artistica.

  • Guardando i tuoi stupendi quadri noto prima di tutto una cosa: la verità. Le bestioline da te dipinte sembrano vere, fotografate. Le donne, allo stesso modo, sanno di donne reali. Non sono bellezze stratosferiche, come detta la moda di oggi, ma donne normali che, inevitabilmente, si avvertono vicine; ed ogni quadro, poi, sprizza serenità, pacatezza, introspezione, profondità. È una sensazione solo mia? Quanto c’è di te in queste mie “percezioni” e cosa reputi non del tutto esatto?

– Serena – Quello che cerco di rappresentare nei miei lavori è l’aspetto spirituale della vita, delle persone, della natura, di ciò che mi circonda… ciò che in apparenza non si vede, ma c’è. Renderlo “vero”, come dici tu, è il mio modo per dire che è  reale, per farlo affiorare alla coscienza.

Anche l’uso di una tecnica mista mi aiuta: l’acquerello all’inizio del lavoro rappresenta ciò che è ancora velato, quasi impalpabile; quando, invece, è il momento di usare le matite per completare il lavoro, mi emoziono moltissimo… è l’aspetto più magico, quello in cui ho l’impressione di portare tutto in questa “dimensione”.

Questo vale sia per gli animali e le piante (che sono tutti presi da mie fotografie scattate in natura) sia per le figure “fatate” che rappresento.

In molte culture, del resto, animali e piante hanno un determinato significato spirituale, in quella celtica come in quella dei nativi americani, per esempio.

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  • Cosa e quando ti ispira? Hai un momento della giornata preferito?

– Serena – Le mie prime opere, poi esposte in questi anni, sono nate partendo dai sogni, quindi forse la notte mi supporta in modo particolare perché è il tempo del viaggio, il momento in cui migrare in altri mondi. Mi ispira ciò che vivo, il mio cammino di ogni giorno, le mie ricerche, le mie scoperte.

  • Ti capita mai di smarrire, anche solo per poco, l’ispirazione?

– Serena – Da quando ho iniziato a dipingere “seriamente” non mi è mai successo; è come se avessi molto da raccontare e da “buttare fuori”. Al massimo, per alcune opere che all’inizio mi sembravano realizzabili senza difficoltà, ho dei momenti di riflessione nel corso della realizzazione, forse perchè mi portano ad indagare su alcuni aspetti di me che non mi sono ancora chiari; succede tutto in maniera molto naturale, con un ritmo ed una musica precisi, diversi per ogni opera.

  • Quindi hai realizzato un sogno che hanno in tanti: tramutare una passione in professione. A quante mostre hai partecipato fino ad ora?

– Serena – Ho partecipato a diverse mostre collettive negli ultimi 5 o 6 anni e nel 2016 ho realizzato la prima mostra personale qui dove abito, in provincia di Torino, e altre due piccole mostre locali nel Monferrato.

  • Le tue opere sono tutte firmate con il nome d’arte Serealain, da cosa deriva questa scelta?

– Serena – Le prime opere hanno la firma Serena, semplicemente il mio nome, perchè era così che mi piaceva firmarmi; del resto il nome che porto mi piace e vorrei che le mie opere trasmettessero un po’ del suo significato… però con il tempo ho realizzato che il semplice nome sarebbe stato piuttosto comune. Così ho attinto alla lingua e alla cultura che ispirano molto il mio lavoro ed è nato Serealain – la fusione del mio nome Serena con la parola irlandese “ealain” che vuol dire “arte” – , l’arte di Serena.

  • Hai già venduto qualche tua opera? Come ti sei sentita alla prima “partenza”, con la tua creatura che andava via confermandoti di essere apprezzata ma lasciandoti pure con la sensazione di averla persa per sempre?
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Serena

– Serena – Tutte le mie opere, oggi, possono essere acquistate. Prima di iniziare a venderle pensavo anche io a come sarebbe stata la sensazione di perderle per sempre ma ho scoperto che non è niente di negativo; quello che dovevo sapere o scoprire con quella determinata opera, l’ho scoperto nel momento in cui l’ho realizzata; è questo il dono che l’opera mi lascia e che porterò sempre con me. Una volta venduta, la speranza è che quella mia creazione possa regalare un’emozione o una scoperta a qualcun altro. Dipingere, all’inizio, per me era un modo per imparare a conoscermi e dialogare con me stessa; col tempo si è trasformato in un modo per dialogare con le altre persone e  con la natura. È successo senza che me ne rendessi conto e penso sia stato quello il momento in cui disegnare è diventato una professione.

A tutti succede che un quadro, una canzone, un film, o altro lasci un segno profondo, risvegli in noi qualcosa di speciale; spero che questo accada a qualcuno grazie alle mie opere. Se le tenessi sempre con me, ovviamente, non sarebbe possibile.

  • Vita e dipinto: cosa imita cosa, dove ti senti più te stessa? Come stabilisci un equilibrio tra quello che è la realtà e quello che, tramite l’arte, è il tuo mondo interiore?

– Serena – Non credo ci sia differenza tra mondo interiore e mondo esteriore, sono una cosa sola… una un po’ più evidente e l’altra che richiede uno sforzo maggiore per essere vista; ma non c’è imitazione in un senso o nell’altro.

  • Parteciperai ad altre mostre? Vuoi fornirci le date per le persone che, trovandosi nei dintorni, sarebbero interessate a venire a trovarti?

– Serena – Nel mese di marzo parteciperò a due mostre a Novara: una mostra collettiva presso il Centro Culturale La Riseria, mostra “VERNISSAGE”, nei giorni di sabato 19 e domenica 27 marzo. Un’altra mostra, sempre collettiva, si intitola Donne nell’arte 2017 e si svolgerà nello studio artistico “Dentro l’arte”; il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Mission Bambini Onlus di Milano per l’acquisto dell’arredo del nuovo asilo di Norcia. L’inaugurazione sarà domenica 12 marzo 2017 alle ore 17,30. L’esposizione, invece, sarà dal 13 marzo al 2 aprile.

  • Domanda conclusiva: dopo aver risposto a queste domande, tornerai alle tue cose, riprenderai il tuo pennello e dipingerai un/una…

 Serena – Sicuramente rispondere a questo tipo di domande porta a riflettere su se stessi… e sicuramente a scoprire qualcosa di nuovo… perciò credo che dipingerò… un risveglio… un nuovo passo nel mio cammino, non solo artistico.

Soddisfatti di quest’ennesima intervista? Curiosi di conoscere un po’ meglio quest’artista o di andare a vedere le sue opere dal vivo (magari acquistarle) ad una prossima mostra? Io spero di sì… nel frattempo vi lascio il link della pagina Facebook di Serena ed un filmatino che trovate anche su YouTube e che mostra  tante altre opere suggestive di questa pittrice molto ispirata.

Serena Zanardo, Serealain – Pagina Facebook

Alla prossima!  😉

(G. Pannia)

 

 

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