La vita dovrebbe sempre essere vissuta per e con passione, quella che leva il sonno e non conosce scoraggiamento, quella congenita che ci ha plasmato l’anima ancor prima di avvolgerci in strati di ossa e carne, quella che riempie gli occhi di lampi di genio e ci sprona al miglioramento, alla perfezione.

Prendete un’opera d’arte – una vera opera d’arte – e guardate oltre la sua inconfutabile bellezza; guardate ai sacrifici passati in quinto piano, agli affreschi fatti stando con il naso all’insù per intere settimane, al solo scopo di dar voce al proprio estro su un soffitto, alle statue di chi con pazienza e scalpello ha modellato legno, granito e marmo fino a farne creature mitologiche ed esseri umani talmente perfetti da sembrare reali, ai capolavori di chi ha scritto, ripreso e corretto romanzi per decenni della sua vita, rendendoli poi accessibili ad un mondo che li ha celebrati – e celebra ancora – come le colonne portanti della Letteratura e della Cultura di ogni tempo.

Cosa c’è prima ed intorno a questi grandi “parti artistici” se non un’autentica, selvaggia, indomabile passione?

Se dipingi per ore, sacrificando un’uscita con gli amici, in pochi ti capiranno. Se crei con la creta o con la ceramica senza accorgerti che s’è fatta notte e l’indomani devi andare in ufficio, in pochi – il giorno dopo, a lavoro – si mostreranno solidali con i tuoi sbadigli. Se scrivi, scrivi e scrivi ancora – spesso gratuitamente, talvolta su un social – rifiutando inviti a feste, eventi, cene e passeggiate, in tanti ti additeranno come si fa con un disagiato.

Rinunciare a tutto per una passione è troppo, questo sì. La vita è anche e soprattutto semplicità, godimento delle piccole ed essenziali cose.

Decidere di dedicare uno spazio ed un tempo precisi all’interno della propria giornata a qualcosa che ci appassiona è, invece, un bisogno, una necessità che solo chi sente a sua volta può comprendere.

È un grido che parte dal profondo, una richiesta capricciosa ed insistente dell’anima, qualcosa a cui è impossibile sottrarsi e nei confronti della quale non si riesce a fingersi sordi.

E l’anima non conosce linguaggi standard, ne ha di propri e li cuce addosso alle vocazioni ed alle abilità manuali, umane e morali di chi la ospita. Potrebbe essere un successo, un mezzo successo o un buco nell’acqua, ma le passioni non si pongono traguardi. I traguardi sono velleità degli esseri umani, mete che ognuno raggiunge solo se alla passione ci lega capacità e talento concreti.

In pochi ce la fanno: i grandi cantanti, i grandi scrittori, i grandi ballerini, i grandi pittori. Si può avere anche la passione per la cucina, ed allora ecco i grandi cuochi. O la (com)passione per i drammi altrui, ed ecco ancora le grandi anime (ma per loro, spesso, non sono previsti introiti generosi o luci della ribalta).

Come la si metta si metta, la passione muove il mondo; e quando non muove il mondo, muove la vita delle persone che ad essa non riescono a resistere.

Piccole e grandi passioni sono alla base delle piccole e grandi opere realizzate da chi amo intervistare; fino ad ora ho raccontato di admin di pagine Facebook, di poetesse, di filastrocchiere meravigliose, di artigiane con la magia tra le mani, di pittrici delicate, di scrittori capaci e professionali. Oggi cambiamo genere, andiamo nel mondo degli illustratori, di coloro che – con le loro creazioni – donano colore ed un pizzico di fantasia aggiuntiva a tutte le opere messe per iscritto.

Comprando le raccolte (stupende) di Antonella Turchetti non ho potuto fare a meno di ammirare le illustrazioni colme di poesia che le accompagnano; la mano fatata che ha disegnato quelle meraviglie è di Maria Sciarnamei, una persona che ho conosciuto un po’ di più solo grazie a questa intervista; un’artista delicata, riservata, ancora non pienamente consapevole di quanto grande sia il suo talento.

Volete conoscerla meglio anche voi? Ed allora ecco una carrellata di sue illustrazioni e le risposte alle mie interessatissime domande. Mettetevi comodi e buona lettura.

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  • Come sei diventata disegnatrice/illustratrice di professione? In modo evidente sin dai primi anni di vita, gradualmente o divenendo via via più consapevole tramite un breve/lungo periodo di latenza e maturazione?
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Maria Sciarnamei

– Maria – Non posso definirmi un’illustratrice professionista, ho frequentato tanti anni fa il liceo artistico ma dopo il diploma ho intrapreso altri studi. Se ad oggi sono stati pubblicati dei libri lo devo ai social ed alla fortuna; grazie a Facebook ho potuto mostrare i miei lavori e raccogliere suggerimenti. Ed è sempre per merito di questa piattaforma se sono entrata in contatto con i miei cari autori.

  •  Ho avuto modo di accorgermi del tuo talento grazie alle raccolte di filastrocche di Antonella Turchetti, per le quali hai curato le illustrazioni. Dire che sono magiche, particolari, suggestive e davvero belle a vedersi è dire poco: sono uno spettacolo per gli occhi ed il cuore. Ti sei occupata della parte grafica di altre pubblicazioni? Puoi dirci quali?

– Maria – Grazie Gabriela, senza falsa modestia ti dico che non credo di esser così brava ma disegnare mi piace tanto, ho illustrato anche “I disegni di Maria” un libro di racconti di Niccolò Pugliese edito da Morlacchi Editore, il mio primissimo libro. Non posso dir di più, ma c’è tanto in cantiere.

  • Parlaci un po’ di te, della tua vita: cosa fai, dove vivi, quali sono i tuoi hobbies, quanto spazio della tua giornata e del tuo cuore è riservato a questa tua grande passione.
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La bella Brindisi

– Maria – Io vivo a Brindisi, una bella e ventosa città. Lavoro in una cartolibreria – Cartoleria Sciarnamei – e ho una bellissima cagnolina che si chiama Ariel; mi piace leggere e passeggiare. Non ho tutto il tempo che vorrei per disegnare ma ho sempre album da disegno e matita in borsa.

  •  Disegno a mano e disegno al pc: cosa prevale nelle tue creazioni e quanto ti concedi di passare dall’una all’altra forma, spinta dall’ispirazione?

– Maria – I miei disegni nascono sempre sulla carta, farlo sulla carta è decisamente più bello; trasferisco i disegni in digitale dal momento in cui sono pronti per essere colorati, lo faccio per non rischiare di combinare errori irrimediabili.

  •  Sappiamo da dove è partito il tuo amore per il disegno, cos’è oggi per te… ma domani? Secondo te quanto conterà nel tuo futuro? Cosa ti aspetti da questo tuo talento innegabile?
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Cartoleria Sciarnamei

– Maria – Non ho molte ambizioni per il futuro; spero di migliorare un pochino e poter continuare a portare avanti i progetti  che più mi piacciono.

  •  Esiste la concorrenza tra illustratori? Se la risposta è affermativa, quanto è spietata? Tu come ti poni nei suoi confronti?

– Maria – Non sono in grado di rispondere a questa domanda, credo che almeno un pochino ci sia; io posso dire che gli illustratori con cui mi son confrontata – non molti ad onor del vero – sono stati stati aperti e disponibili.

  •  C’è un filone o una corrente artistica – se di corrente artistica può parlarsi – che ispira i tuoi disegni? Hai un maestro di riferimento o dei soggetti preferiti?

GetFileAttachment(30)– Maria – Mi piacciono troppi disegnatori e faccio fatica a sceglierne uno; ho invece  un debole per tutti i soggetti che rimandano ad un mondo irreale.

Di poche parole, ma significative, belle, meditate. Non lo pensate anche voi? Vi lascio il link della pagina Facebook di Maria, che anch’io seguo con grande ammirazione. Chissà che, in futuro, tra di noi non sorga qualche bella collaborazione.

I disegni di M. Sciarnamei – Pagina Facebook

Per ora vi saluto e vi auguro un felice weekend.

Alla prossima. 😉

(G. Pannia)

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