La vita è la più grande avventura, nel bene e nel male; dona e toglie, regala sorrisi e mette alla prova, sparpaglia sul nostro sentiero petali profumati di felicità, rendendo meno pesanti le cadute nelle delusioni e nelle sconfitte comuni a tutti. Siamo fatti di limiti e difetti, siamo composti di orizzonti di luce e vocazioni.

Amo immensamente le vocazioni, temo di averlo detto e ridetto (o scritto e riscritto, se preferite). Sono gli strumenti di salvezza e difesa, il filo che unisce la nostra anima ai luoghi in cui essa ha vagato prima di essere confinata entro i limiti del corpo.

Una vocazione può fornirci tutto il senso di cui abbiamo bisogno per vivere, può risollevarci da un periodo non proprio felice, può prenderci per mano e salvarci.

La Scrittura per me è stata e sarà sempre questo. Ma esistono anche molte altre magiche vocazioni, tipo quella di manipolare, coccolare e lavorare fili di colorata, morbida e profumata lana, trasformandoli in vere e proprie opere d’arte, in creature sospese tra la realtà e la fantasia, tra il razionale ed il cuore, tra una felicità concreta (fatta di eventi quali matrimoni, battesimi, compleanni, ecc.) ed una che invece sgorga – alla semplice vista – da una delicatezza interiore.

Tenetevi pronti e rilassatevi: se non sapete cosa scegliere come bomboniera per un evento felice della vostra vita o di quella di qualcuno a cui volete molto bene, ho io la soluzione! 😉

Sto per intervistare un’artista sublime, un’anima spettacolare, un talento come pochi che già vanta il suo meritato successo in giro per il mondo.

Siete pronti? Allora accomodatevi e fateci compagnia.

  • Per la prima volta mi ritrovo a chiacchierare con qualcuno “caldamente consigliato” da una persona magica e meravigliosa che adoro con tutta me stessa. Premetto che, fino a qualche settimana fa, di te e delle tue creazioni spettacolari non sapevo nulla, ma ora è amore: apprezzo moltissimo ciò che realizzi con le tue mani fatate e sono sicura che sarà lo stesso per chiunque avrà il piacere di leggere fino in fondo questa intervista. Allora, bando alle ciance, iniziamo: ti chiami Elena Ribolzi. Dicci qualcosa di te, della tua vita, dei tuoi studi, della tua città natale, della tua personalità, dei tuoi affetti.

Elena – Grazie davvero per questi super complimenti e per lo spazio che mi stai dedicando nel tuo blog, ho letto altre interviste che hai fatto e mi sento onorata ad essere qui accanto a loro!

Adoro anch’io la persona meravigliosa che ti ha parlato di me, ha un cuore raro e prezioso, in più ora grazie a lei ho incontrato il tuo talento, e poiché amo dare voce alle BambinediCaldalanatramite le parole delicate dei poeti, sicuramente accompagnerò alcune di loro anche con i tuoi splendidi aforismi.

Dunque, dopo questi doverosi ringraziamenti, rispondo alla tua prima ed ampia domanda cercando di essere il meno prolissa possibile.

Sono nata e cresciuta in un paesino del Piemonte, ai piedi di un fiabesco castello medioevale, che si erge su lievi colline ed è incorniciato da una catena montuosa il cui profilo ricorda una bella donna dormiente. Tutt’intorno si alternano boschi, prati, campi di mais, di grano, piccoli laghi e fiumi. Questo paesaggio fa da sfondo alla mia colorata e romantica fantasia. Avere la natura a portata di sguardo è sicuramente un ingrediente fondamentale per me che sono sempre con la “testa fra le nuvole”.

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Elena ed una sua Bambina

Per quanto riguarda i miei studi ho frequentato un liceo artistico con indirizzo per stilisti, e se avessi voluto proseguire in quel campo, terminate le superiori, sarei dovuta andare a studiare nella lontanissima Milano (così percepivo quella città). Allora ero troppo timida e insicura e quindi ho seguito la strada che il mio timoroso cuore di ragazzina indicava, ho fatto un corso per segretaria di piccole medie imprese e sono andata a lavorare subito in quel settore. Ho così riposto per diverso tempo l’arte in un cassetto. Successivamente, dopo aver intrapreso un percorso di crescita personale, e dietro consiglio della mia terapeuta, ho frequentato un seminario triennale per insegnanti Waldorf. Naturalmente il corso più vicino indovina dov’era, se non a Milano?! E così ho riaperto il cassetto dell’arte.

A proposito dei miei affetti, nonostante io sia un libro aperto per chiunque mi guardi in viso, sono particolarmente riservata. Posso però dirti che sarò eternamente grata alla terapeuta che mi ha presa per mano, là nelle zone più ombrose, buie ed impervie, dove giacevo rannicchiata su me stessa, portandomi alla luce, alla mia vera vita e, sì, lo posso dichiarare con tutta tranquillità, mi ha fatta rinascere. Non mi chiedere dove fossi stata fino ad allora, di certo posso dirti che solo oggi, sto finalmente vivendo. Così come sono grata alla mia bella famiglia che amo molto, sebbene abbia dato loro del filo da torcere, già dai miei primi passi, poichè sono mooolto ribelle (quante “o” posso aggiungere?), e nonostante loro siano persone pratiche e razionali sono stata da sempre sostenuta in tutte le mie scelte, anche e soprattutto in quelle più difficili e dolorose, creando loro non poco scompiglio. Ho una sorella a cui voglio molto bene e che mi ha regalato la gioia di due nipotini tutto pepe e cuore. Ho quattro gatti ed una tartaruga che riempiono di coccole le mie giornate. Amicizia; si dice che i veri Amici siano come perle rare e preziose ed io ho imparato a riconoscere “le imitazioni” e quelle (apparentemente poche), su cui posso contare riempiono totalmente il mio cuore; con loro condivido senza riserva alcuna tutto il mio universo. Infine, in ultimo ma non di certo ultimo per importanza, ha bussato al mio cuore l’Amore, Lui È la mia Casa, il mio “focolare domestico” a cui ho fatto dono del prato cantato da Battisti in “nel cuore nell’anima” … ho reso l’idea?

  • L’hai resa, sì! 💜 Da quanto realizzi le tue creazioni in lana? Quanta passione e tempo ti richiedono? Pensando alla lana ci si immagina che un manufatto di questo genere si presti maggiormente ai giorni freddi ed invernali; tuttavia, attraverso gli sprazzi di  luce, colore, morbidezza,  accoglimento e coccole la tua arte può essere certamente proposta senza vincoli e stagioni. Il nome della tua pagina poi – prima di imbattersi in ciò che crei – è azzeccatissimo. Attira l’attenzione, suscita curiosità. Perché la lana? È una tradizione di famiglia, hai ereditato questo tipo di attività o è sorto da te, dalla tua fantasia?

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Le Bambine di Lana in versione “orecchini”

Elena – In verità “partorire” questo mio manufatto, questa arte, risulta essere l’insieme di una molteplicità di eventi che si sono modificati in modo naturale fino ad arrivare qui, lasciando per strada quanto non mi “corrispondeva” (se non per inganno e proiezione), ciò che non risultava più utile per la mia vita. In sintesi mi sono ritrovata ad avallare e cavalcare l’arte che ho nel sangue incanalandola garbatamente, facendola diventare una parte intima, commovente e pulsante di chi si avventura nella mia pagina, richiedendomi la giusta attenzione per poter interpretare quella parte bambina che ognuno di noi conserva in sé. Tuttavia non posso che ringraziare i miei genitori per la capacità di arrangiarsi ed ottenere con successo qualunque cosa facciano. Da loro ho attinto la caparbietà, la determinazione, la pignoleria. Un’eredità necessaria per curare nei minimi particolari le mie creazioni. 

Dunque, la lana non è una tradizione di famiglia, il suo incontro lo devo alla scuola steineriana e anche se è un materiale tutt’altro che duttile, che ho imparato tra l’altro a modellare praticamente da autodidatta, mi ha letteralmente conquistata facendomi mettere (sebbene apparentemente), in secondo piano pennelli e matite colorate che tanto amo, trasformando questi ultimi nelle mie dieci dita.

I primi timidi approcci con la lana li ho avuti nel 2012 e, detto tra noi, se osservo oggi quelle prime creazioni non posso che provare tanta tenerezza …

Il tempo che “richiedono” non riesco a quantificartelo… perché loro sono il mio mondo, ed io sono immersa sempre in quella dimensione, anche quando non ho la lana tra le mani, ovunque io sia, ovunque si posi il mio sguardo, la fantasia coglie e annota nelle file della creatività e nelle sfumature di qualsiasi cosa, quelle utili per LeBambinediCaldalana, pertanto, non stacco mai da loro, se lo facessi vorrebbe dire staccare da me stessa.

Quanta passione? Tutta quella che sono in grado di provare, e che mi viene trasmessa da chi ha fiducia che quanto riuscirò a duplicare non potrà che toccare profondamente il proprio cuore.

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Sulla tua pagina Facebook, nella presentazione iniziale, leggo che lavori prendendo spunto dalla Pedagogia Waldorf; di cosa si tratta? Puoi spiegarci, a grandi linee, come ottieni un tuo articolo, quali sono le fasi della lavorazione ed in quanto tempo ne realizzi uno solo di essi?

Elena – La pedagogia Waldorf è frutto degli insegnamenti del filosofo Rudolf Steiner, non ho il dono della sintesi e parlarne brevemente sminuirebbe questa scuola di pensiero dai così ampi orizzonti che toccano tutte le sfere della vita umana. Quel che posso dire, in parole semplici, è che questa pedagogia pone il bambino al centro dell’attenzione e lo educa all’amore per il “bello” ed il “buono” attraverso la pittura, la musica, la recitazione, le discipline plastiche, la falegnameria, l’orticultura, il disegno di forme, l’euritmia, la maglia, il telaio, ed il cucito. Tutte le materie disciplinari nelle scuole steineriane sono portate tramite l’arte e scaldate dalla passione e dall’amore dell’insegnante, il quale costantemente e quotidianamente si confronta lui stesso con una seria autoeducazione. Negli ambienti steineriani si respira la cura per i dettagli e si è avvolti da materiali naturali di qualità, spesso forgiati dalle famiglie dei bambini o dagli stessi maestri. Inoltre questo metodo di insegnamento porta il bambino ad avere uno stretto contatto con la natura. Forse non tutti sanno che la Biodinamica è nata dagli studi di Steiner.

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Una “Purple Bambina”… che dovrà presto essere mia 💜

Per quanto riguarda LeBambinediCaldalana prima di tutto per poterle realizzare devo immaginarle finite, se non le “vedo” prima ancora che si materializzino qualsiasi approccio risulterebbe inutile. Questo non vuol dire che tutte le ciambelle escano con il buco, infatti alcuni tentativi non sono andati a buon fine, e chissà quanti altri in futuro succederanno, ma sicuramente questo è il punto di partenza. Dopodichè entro in uno stato creativo in cui non mi accorgo quasi del tempo che passa. Inizio sempre dal viso (così come nei ritratti dei quadri inizio sempre dagli occhi) poi scendo alle braccia ed al corpo, che creo molto compatto per dare stabilità (affinchè la creazione possa stare in piedi da sola), dopodichè le vesto, successivamente creo l’acconciatura, e per ultima cosa aggiungo i dettagli, finiture indispensabili per completare l’opera come: fiori, occhiali, papillon, pailettes, jabeau, pizzi, swarovski, accessori… La vastità della personalizzazione è il punto più incisivo della creazione stessa. Quello che fa dilatare il tempo e che mi costringe ad essere talmente immersa nei particolari, quei particolari così importanti, da dare loro infine ”la vita”. Lo so, lo so è difficile tradurre a parole un processo creativo che visualizzo dentro di me, e che visualizzo per immagini.

Tu mi chiedi la tempistica, è ovvio che spiegarti questo mi mette in difficoltà perché immagino che vi sia una “sotto domanda” che potrebbe essere quanto io guadagni su ogni singola opera, pertanto provo ad illustrarti il procedimento. Per creare le piccoline parto da un minimo di tre ore per ogni creazione (mi riferisco ovviamente alle più semplici), mentre alcune mi richiedono giorni, le composizioni poi di famiglie, o gruppi spesso hanno bisogno di intere settimane.

  • Immagino che alcuni articoli vengano creati in serie, specie quando – ad esempio – ti vengono commissionati per eventi particolari come battesimi e matrimoni; il cliente ha un margine di trattativa? Realizzi creazioni tenendo anche conto delle esigenze di chi vuol comprare le tue meraviglie?

Elena – Non sbagli, ci sono alcune creazioni, soprattutto le bomboniere, che vengono create in “serie”, anche se, essendo fatte manualmente, sono in realtà tutte diverse l’una dall’altra, dal momento che sono realizzate interamente e singolarmente a mano; certamente possono essere personalizzate così come il cliente stesso preferisce, cercando di dare forma soprattutto ai desideri di chi me le commissiona. Per le personalizzazioni, oltre alle fotografie, risulta fondamentale l’approccio con il richiedente stesso: si apre una “pagina” che è una vera e propria “comunione”; la foto si anima e tutti i personaggi si vestono e si pettinano così come loro desiderano, e quello che potrebbe sembrare una riproduzione (in serie), in realtà ha una vita propria. Per questo in ogni luogo in cui le mie opere approderanno, si perpetuerà un collegamento sottile e armonioso colmo di sentimenti e commozione.

Tuttavia per riprodurre in “serie” (non essendo oggetti industriali, fatti come si suol dire “con lo stampino”), la tempistica e il materiale occorrente non si riducono con il numero di creazioni richiesto, ed il prezzo che indico in preventivo non sempre tiene conto della somma delle due componenti, ma per favorire i miei clienti applico sempre un po’ di sconto, ovviamente anche in base alla quantità ordinatami.

  •  Hai un negozio reale dove i clienti possono venire a tastare con mano, prima di acquistare, i tuoi manufatti?

Elena – Non ho un negozio fisico ma ho un Atelier, ove, previo appuntamento, volentieri accolgo chi desidera conoscere di persona le piccoline di lana e scambiare assieme due chiacchiere davanti ad una tazza fumante di the o fresca di tisana.

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Elena nel suo Atelier
  • Premesso che è tutto meraviglioso e che la carrellata di immagini che ho per i lettori è molto limitata – invito chiunque ad andare alla pagina che descriverò sul fondo dell’intervista, dove potrete godere della varietà e numerosità delle creazioni – parlaci ancora un po’ dei tuoi articoli: quali sono i soggetti, cosa vuoi che comunichino (oltre all’evidente bellezza ed alla qualità innegabile, anche solo a vista d’occhio), quanta anima ed amore ci sono in ciò che realizzi?

ElenaLeBambinediCaldalana sono la manifestazione tangibile della mia interiorità, ed è per questo che dico che sono il mio mondo; queste piccole creature sono un’estensione del mio universo, loro sono completamente intrise di anima e amore, e il nome stesso che portano vuole proprio sottolineare la vita che custodiscono. Direi che l’amore, prima ancora della lana, è l’ingrediente fondamentale per poterle realizzare ed è quello che auspico comunichino. Le immagino come dei piccoli semini luminosi, capaci di far germogliare i sentimenti più puri che il cuore umano, in qualunque parte del mondo abiti, possa provare.

Qualche giorno fa ho notato la condivisione di una foto delle “piccoline”, fatta in un profilo FB russo; chi l’ha condivisa nell’accompagnarla ha aggiunto una frase che mi ha scaldato il cuore. Google l’ha tradotta così: “tracce di amore nel mondo”.

Ecco, touchè.

Il materiale stesso che utilizzo è super selezionato poiché il gesto d’amore è fondamentale che lo sia a tutto tondo. Le pecore di cui utilizzo il vello sono tosate con cura e rispetto, ed i colori con cui viene tinta la loro lana biologica sono naturali.

I soggetti che realizzo sono bambini, angeli, fate, amici, fratelli, sposi, mamme, papà, famiglie, cani, gatti, uccellini, pecorelle… (a breve anche altri animaletti) insomma, direi tutte le rappresentazioni dei legami affettivi che colorano di arcobaleno la terra.

  • Si tratta di un hobby, di una passione o di un lavoro vero e proprio che occupa interamente la tua giornata? Gestisci tutto da sola o lavorate in più persone?

Elena – L’approccio con la lana è nato come hobby, ma ben presto si è trasformato in un lavoro a tempo pieno che occupa tutte le mie giornate.

Al momento, gestisco da sola la realizzazione artistica delle creazioni, per quanto riguarda invece la parte amministrativa e di gestione dei contatti con figure professionali mi sono affidata ad una consulente molto competente che oltre a “supportarmi e sopportarmi” è un vulcano di idee ed è la prima fan delle BambinediCaldalana.

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La nascita di una Bambina

Per le fotografie, a parte quelle descrittive che ritraggo io stessa per la pagina,sul quel che concerne brochure, pubblicità, volantini, manifesti e biglietti da visita, mi sono rivolta a Danila Amodeo Photography (fotografa ufficiale delle BambinediCaldalana), una straordinaria fotografa che attraverso le sue riprese ed i suoi scatti realizza dei “veri e propri quadri”; nelle sue mani la macchina fotografica si trasforma in un “pennello” che cattura la luce in modo magico. Ogni qualvolta ricevo il risultato dei suoi shooting fotografici i miei occhi si trasformano a cuore (come quelli di Spank) e rimango letteralmente senza parole per lo stupore e l’emozione della bellezza che ho di fronte perché riesce a cogliere in modo unico e poetico la vita che custodiscono “LeBambinediCaldalana”!

Ed è per questo che desidero invitare tutti a seguirla sulla sua pagina:

Danila Amodeo Photography,

per comprendere il connubio che vi è tra la mia creazione e il suo modo di catturare l’immagine.

  • Tra i tuoi clienti c’è chi tende ad obiettare sull’eventuale proposta di prezzo oppure intuiscono l’immane lavoro che c’è dietro ogni creazione?

Elena – In passato, ancora agli inizi del mio lavoro, accoglievo un qualunque ordine contando (ingenuamente) sull’onestà di intenti del richiedente e non domandavo nessun acconto per confermare l’ordine; purtroppo però questa mia fiducia è risultata mal riposta e sono stata costretta a modificare la mia organizzazione lavorativa e, di conseguenza, quella commerciale (per questo dovrò essere sempre grata alla mia consulente che continua a “sgridarmi” e a riportarmi con i piedi per terra), indirizzando così i richiedenti in un rapporto di onestà reciproca. Sinceramente molti, molti di loro comprendono chiaramente quanto lavoro vi è dietro alle innumerevoli ore investite per un’unica creazione e sarebbero, anzi sono, disponibili ad accogliere qualunque mia proposta di prezzo, ma di questo io non ho mai abusato. Ed è per questo che anche oggi non mi è possibile parlare (ancora) di guadagno, ma solo ed unicamente di una grande passione.

  •  I luoghi in cui hai spedito le tue creazioni, le ragioni per crescere, il supporto che ti ha motivata maggiormente ed il complimento che ti ha più commossa…

Elena – Invidio un po’ “LeBambinediCaldalana” perché stanno viaggiando più di me, ed è incredibile pensare che qualcosa che è nato dalle mie mani – e che nelle mie mani è stato per così tante ore (se non per giorni o settimane intere) -, poi prenda il volo e veda posti che io forse non vedrò mai… Australia, Stati Uniti, Giappone, Canada, Germania, Italia, Francia, Regno Unito, Svizzera, Ungheria, Danimarca, Belgio, Irlanda, Lussemburgo… e tanti altri luoghi ancora, ma ciò che mi conforta è che in loro vi è intrisa una piccola parte di me che tocca svariate parti del mondo.

Questo mi fa comprendere, in una riflessione più allargata, quanto sia importante ed incisivo il poter credere nella “possibilità dell’impossibile”.

Il supporto che più mi motiva, oltre a quello delle persone che ho nel cuore, è la luce che si accende negli occhi delle persone quando vedono LeBambinediCaldalana, specialmente nell’approccio della prima volta, e immediatamente non hanno più età… è una sorta di resa nei confronti del loro bimbo interiore che con coraggio fa capolino dal suo nascondiglio, poichè finalmente realizza di potersi fidare.

Sono molto onorata di poter riceve tanti apprezzamenti e testimonianze d’affetto, ed è per questo che vorrei dichiararti in anteprima che il mio desiderio è quello di raccogliere in un vero e proprio libro i molti “stralci” che diventano balsamo non solo per il mio cuore, ma che spero possano diventarlo per chiunque si approccia ad esso. Vorrei che, a seguito della lettura, chiunque ne possa godere,  poiché ognuno di questi “apprezzamenti” è senza dubbio alcuno legato ad una creazione, nonchè ad una storia personale;  pertanto oso dire che qui si parla di veri e propri incontri di vita.

Tra le emozioni più belle mi piace concludere ricordando l’opera dedicatami da una grande Artista della parola, che ha saputo estrapolare dai miei precedenti scritti la descrizione delle BambinediCaldalanaesprimendola in una straordinaria filastrocca:

 

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Nascono tutte da un filo di lana,

dolci bambine dal cuore cardato,

e la magia che ogni piccola emana

ti dà un incanto da togliere il fiato.

Sembrano petali d’arcobaleno

preziose e morbide come carezze,

donano sogni di un mondo sereno,

son fatte solo di tenerezze.

Ogni bambina è un piccolo seme

che custodisce un messaggio d’amore

una speranza che sboccia e che preme:

fare del mondo un luogo migliore.

Prendine una poi stringila al petto

e ascolta bene la voce piccina,

la sua magia tutto un tratto avrà effetto

e tornerai per incanto bambina.

Nascono tutte da un filo di lana

che con amore e fantasia,

dentro ogni anima piano ricama

perle di luce e di armonia. 

(A. Turchetti)

La Filastrocchiera – Antonella Turchetti

  • Bene, ora sapete che a presentarci è stata la nostra adorata amica e filastrocchiera Antonella Turchetti, quell’anima magica che chissà da quale “sorgente” stupenda si è generata. E scommetto che prenderete seriamente in considerazione le bambine di Elena come idea regalo o come bomboniera per qualche vostro lieto evento, vero? Ci scommetto perché è successo anche a me.

Vi lascio tutti i link utili per contattarla e/o seguirla; andate a trovarla, le sue bambine sono meravigliose… di più belle in giro non ne ho viste.

Le Bambine di Caldalana, Elena Ribolzi – Pagina Facebook

Profilo Instagram: @lebambinedicaldalana

Elena Ribolzi – Pinterest

LeBambinediCaldalana – Etsy, shop online

LeBambinediCaldalana – Sito Web

Alla prossima! 😉

(G. Pannia)

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