Le percezioni non possono essere esercitate, sono innate, incastonate come pietre preziose nell’anima; ci sono anime che percepiscono di più, altre di meno, altre che fingono di percepire. E chi percepisce di più si accorge di chi ci riesce al suo stesso modo, di chi arranca, di chi mente. Da questo nascono le belle combriccole, le sintonie, le unioni che durano in eterno. Da qui si decide a chi far posto in mezzo alle proprie solitudini, e quanto siano più degne certe solitudini di determinate compagnie. (G. Pannia)

20/07/2017

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