Su distese campagne pianeggianti,

dove noti il lavoro duro dei contadini,

lì s’affaccia la finestra

del casolare in cui crescesti.

Sole tiepido o freddo pungente

ti svegliavano al mattino,

con sorriso felice pregustavi

brioches calde in fragranti aromi.

E mani amorevoli di nonno

ogni cosa facean più bella

e buona,

tanto che sempre lo ricordi

bevendo il bianco latte

del mattino.

E aria fresca delle prime luci

ancor l’avverti frizzante sul naso,

quando a passeggiar te ne andavi

su immensa, fiorente natura.

Con infanzia che ti rideva

in dolce abbraccio materno.

(Gabriela Pannia)

Infanzia in campagna

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