Auguri a me ed al tempo che passa, alle prove a cui sono sopravvissuta, alle ceneri da cui sono rinata; auguri ai miei sbagli che ho perdonato, agli errori che ancora chiamo rimpianto o rimorso. Auguri all’imperfezione del mio corpo, alla veemenza ingestibile del mio carattere, ai voli pindarici della mia anima, alle cose che mi riescono bene ed a quelle che non sempre vengono come dovrebbero; auguri al mio impegno costante, ai miei silenzi formativi ed ai miei sprazzi di apatia. Tanti auguri a me, alle candeline che aumentano in modo incoerente, alle cose meravigliose a cui da sempre anelo. (Gabriela Pannia)

30/10/2017

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