Ecco novembre che spunta accompagnato dai dimessi raggi di un sole sordo alla richiesta di andare in vacanza; sui marciapiedi ancora foglie rinsecchite, nel cuore l’accento a far da culla ai ricordi, per aria già quell’odore d’inverno. Di castagne, di plaid sulle spalle, di legna bruciata, di muschio bagnato. Di favole e resoconti acciambellati come gatti, ai piedi delle penultime settimane dell’anno. (Gabriela Pannia)

1/11/2017

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