Novembre è il foglio ingiallito e profumato di noci e castagne su cui scrivo i desideri di fine ciclo, è la lana del colore dei mandarini con cui tesso e comprendo le trame dei mesi trascorsi e delle esigue settimane restate prima dell’inizio di un’altra era, è il ramo spoglio ma pregno di vita a cui non appendo gli addobbi natalizi ma ogni lezione e tutte le speranze ancora cocciute del cuore. È il sabato dell’anno che s’appresta a lasciarci, la malinconia delle cose che temi di non ritrovare e l’eccitazione delle cose che aspetti con ansia. Novembre è la lentezza del mio fare bilanci, il tempo che a dicembre scorrerà troppo in fretta. È un po’ come se fosse l’autunno reale dell’anima, la stagione in cui ci si raggomitola su se stessi, mentre il secco cade e vola via. Ed il buono già si prepara a germogliare. (Gabriela Pannia)

01/11/2016

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