Nessun incontro avviene per caso, forse neppure quelli che finiamo col maledire per il resto della vita. Siamo milioni di persone, eppure con quante anime avremo a che fare in questo nostro terreno peregrinare? Chi tra queste si rivelerà un esempio da seguire, un amico affidabile… e chi sarà una presenza fugace, che non ci lascerà nulla di buono se non l’insegnamento di ciò che non vorremo mai diventare? Matteo Pugliares per me era solo un frate cappuccino “incontrato” su un social, che come me leggeva e scriveva quando, colpita da un grave lutto familiare, aggrappata alla Fede per non soccombere al dolore, decisi di scrivergli in privato, su Facebook, in cerca di un ulteriore conforto, tra i conforti, per una tragedia che presto o tardi colpisce tutti e che, pur tra decine e decine di significati, resta il più grande e definitivo mistero della nostra esistenza.

Inutile dire che se, ad oggi ed a distanza di anni, mi ritrovo qui con un’intervista rilasciata molto gentilmente è perché in lui ho conosciuto una persona profonda, battagliera, animata da meravigliosi valori cristiani e da un’obiettività concreta che lo spinge ad esporre convinzioni anche in contrasto col pregiudizio e col “bel pensiero di circostanza” dei giorni nostri. Frate ma anche lettore, ma anche scrittore, ma anche estimatore dell’arte fatta bene e, per questo, membro di associazioni che valutano e divulgano le piccole e grandi opere di autori esordienti. Volete conoscerlo un po’ meglio? Allora divano, relax e lettura di questa mia breve intervista.

  • Fede, scrittura, amicizia, orto e vita… qual è il trucco per gestire al meglio tutto questo?

Sono cose che nascono spontaneamente e se non muoiono altrettanto spontaneamente vuol dire che fanno parte di te. A volte nascono addirittura con te, altre sono figlie di un incontro o di quello che alcuni amano chiamare “caso”, a me piace chiamarla “vita”.

  • Domanda marzulliana ed un po’ provocatoria: in te è nato prima l’amore per Dio o quello per la scrittura? Raccontaci l’idea che hai di Dio e quella che hai sulla scrittura.
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Matteo Pugliares

Ho cominciato a scrivere a 13 anni e non mi sono più fermato. A quella età invece sono nati i dubbi su Dio. Cresciuto in parrocchia, catechismo, chierichetto e tutta la solita trafila non mi bastava più. Quello con Dio è un percorso lungo, difficile ma è meraviglioso quando poi ti innamori di lui. In definitiva credo di poter dire che l’amore per la scrittura è nato prima ma Dio lo conoscevo da più tempo.

  • La Fede ai giorni nostri, cosa c’è di diverso rispetto a prima, cosa abbiamo perduto, cosa abbiamo guadagnato (se qualcosa abbiamo guadagnato)?

Non è facile rispondere senza tenere conto della mia esperienza concreta. Ci provo. Senza dubbio prima la Fede era vissuta in maniera più semplice, immediata, figlia di una religiosità popolare che permeava la nostra società, almeno qui in Italia ed in particolare al Sud. Oggi la Chiesa dà molto più spazio alla formazione, alla catechesi, a percorsi biblici e, in genere, ci sono uomini e donne di Fede più consapevoli. Non so cosa abbiamo perso o cosa abbiamo guadagnato perché oggi come allora, probabilmente, la vera Fede la riconosci dai frutti concreti che hanno a che fare con l’Amore.

  • La scrittura ai giorni nostri… e le stesse cose chieste per la Fede nella domanda precedente.

I dati parlano chiaro: oggi ci sono troppi scrittori rispetto ai lettori. Probabilmente tutto è dovuto al fenomeno del self publishing, della pubblicazione a pagamento e alla stampa digitale. Oggi chiunque può pubblicare un libro e se questo ha dato la possibilità di emergere ad alcuni scrittori meritevoli, di contro ci sono molti libri pubblicati che avresti voglia di usare per accendere il camino. Ci sono editori cui basta che l’autore acquisti le sue 200 copie senza nemmeno leggere l’opera. In definitiva, forse, abbiamo guadagnato qualcosa e altro abbiamo perso, ma nuovi Dostoevskij in giro non ne vedo.

  • Sei più critico come lettore o come scrittore?

Alla stessa maniera, anche se quando leggo qualcosa per una delle case editrici con cui collaboro divento molto critico.

  • Il mercato registra un lieve aumento nel numero dei lettori italiani (correggimi se sbaglio), da persona che “frequenta l’ambiente” dimmi un po’, anche se hai anticipato la risposta: si legge poco perché siamo un popolo di lettori pigri o perché in Italia siamo tutti scrittori? E cosa pensi delle pubblicazioni odierne, quanto sono originali e quanto alcune sembrano la copia (spesso brutta) di altre?

thumbnail_385265_10200208178435490_1845308483_nIn generale confermo questo lieve aumento, ma si tratta dei libri per bambini e per ragazzi che trainano i numeri. Le motivazioni per cui si legge poco (siamo ancora tremendamente indietro rispetto a molti paesi europei) sono molteplici e occorrerebbe troppo tempo anche solo per elencarli tutti. L’ultimo in ordine di tempo è la crisi economica che ha “tagliato i viveri” ai beni non di prima necessità e, ahimè, i libri sono considerati in questo modo. Occorre una promozione del libro a 360 gradi, a partire dalla scuola che, per esperienza diretta, fa la sua parte. Ma c’è ancora tanto da fare. Quanto alle pubblicazioni odierne trovi davvero di tutto. Ci sono ancora opere originali ma trovi anche delle scopiazzature incredibili, in alcuni generi in particolare.

  • Hai mai avuto dubbi, hai mai vacillato sui punti fermi della tua vita? Si cercano nuove risposte per cambiare strada o per trovare un nuovo equilibrio?

Chi non ha dubbi non trova risposte. Non mi ricordo chi l’ha detto ma penso si tratti di una frase che fotografa bene il mio pensiero.

  • La tua giornata tipo…

Preghiera, lettura, relazioni e ironia sono sempre presenti nella mia giornata. Per il resto non c’è uno schema ben definito.

  • Parlaci di ciò che leggi, cosa prediligi quando entri in una libreria?

thumbnail_francesco_d_assisi_figlio_di_un_dio_dalle_braccia_largheMi piace un po’ di tutto e sono una delle poche “mosche bianche” che compra libri di poesia anche di autori sconosciuti. Non prediligo un genere in particolare ma, certamente, amo alcuni autori più di altri. Solo per fare qualche nome Erri De Luca lo compro ad occhi chiusi. L’importante è non avere preconcetti.

  • Parlaci di cosa scrivi, cita le tue opere e spiega di cosa trattano.

Anche in questo caso c’è molta varietà come per le mie letture. Ho pubblicato poesia, narrativa e saggistica divulgativa. Cito solo tre libri per brevità. Il primo è “Francesco d’Assisi, figlio del Dio dalle braccia larghe”, un libro che cerca di proporre l’attualità del messaggio di Francesco d’Assisi al giorno d’oggi, soprattutto su alcuni temi come l’accoglienza e la salvaguardia del creato. Un altro libro che mi piace citare è “Vie per l’Armonia” che declina tre percorsi di counselling (musica, lettura, umorismo) per procurarsi e procurare benessere. Infine, “Imperfetto” è il diario di un folle, ispirato ad una persona reale, una follia che, a scavare dentro, risulta essere più sana dei cosiddetti normali.

  • Scrittore… e poi? Io ho partecipato a qualche concorso indetto da Progetti di Armonia, alcune mie poesie sono state incluse in raccolte e ne sono onorata. In cosa consiste il tuo impegno con questa associazione? Cosa avete realizzato e cosa volete ancora realizzare?

thumbnail_copertinafinaleIn generale, cerchiamo di promuovere cultura, attraverso i premi letterari, dibattiti, presentazioni di libri, concerti e, soprattutto, con iniziative per i ragazzi delle scuole poiché abbiamo la consapevolezza che bisogna partire proprio da loro per costruire un mondo migliore di quello che abbiamo trovato.

  • Un consiglio a chi crede, uno a chi non lo fa, uno a chi legge, uno a chi scrive.

A chi crede, consiglio di non avere preconcetti nei confronti di coloro che non credono e lo stesso consiglio ai non credenti in posizione contraria. Abbiamo in comune l’umanità e su questa possiamo incontrarci tutti. A chi legge come non dire di continuare a farlo? E a chi scrive di leggere sempre e più che si può.

  • E per te? Cosa consigli a te stesso, cosa desideri?

A me consiglio di mantenere sempre vivi i quattro aspetti sopracitati, la preghiera, la lettura, le relazioni e l’umorismo. Il desiderio è quello di non stancarmi mai di dare il mio piccolissimo contributo perché questo nostro povero mondo sia sempre più “umano”.

Non trovate che anche questa sia stata un’intervista pregna di “talento” a tutto tondo? Io credo di sì, ma perché molto di parte, lascio valutare a voi. Vi lascio i link dove acquistare le pubblicazioni di Matteo, quello del suo blog e quello del sito dell’associazione Progetti di Armonia. Ci si legge alla prossima!

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Progetti di Armonia

Matteo Pugliares, blog

(G. Pannia)

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