Per un po’ li senti, ora la voce, ora i passi. All’inizio restano, per accettare il distacco e decidersi al passaggio. Non credo stiano per noi, no. Se pronunci il loro nome a voce alta li spaventi, smettono di correre e giocherellare con gli oggetti. E quando sono andati lo percepisci nel freddo delle stanze, nel vuoto ancor più vuoto del cuore. Invecchiare perdendo chi ami ha il suo perché. La morte ad un certo punto fa meno paura. Sai che, nelle stanze del cielo, chi è andato prima t’aspetta come presenza nuovamente tangibile. (Gabriela Pannia)

30/01/2018

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