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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

Mese

ottobre 2018

Mamma che notte, mamma che luna!

Guarda: lì in alto vola una strega.

Vola incurvata su una scopetta,

naso nodoso, pellaccia secca.

Danzano ragni, grassocci o snelli,

berretti in testa: i pipistrelli!

E poi cos’è quell’ombra sul ramo?

Un gufo fissa il buio del cielo.

Luci or accese in modo sinistro,

porta che cigola, versaccio vispo.

Corri di qua, c’è un gatto nero!

Ma non di là, nel cimitero!

Ecco una zucca, un ghigno monello,

quanti fantasmi, in quel castello!

Mamma che ansia, oh che paura!

quasi mi aspetto una sciagura!

Ma non è nulla, qualche scherzetto.

Ridi che passa. Ti va un dolcetto?

[Notte di Halloween – Gabriela Pannia]

30/10/2018

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Categorica, così sono in certe scelte.

Non torno sui miei passi; se lo faccio,

è per riprendermi il cuore.

(Gabriela Pannia)

30/10/2018

Il vento che ulula, la pioggia che cade copiosa. È una notte canterina, senza luna, con solo due stelle in mezzo alle nubi. Ma i sogni li conto: ci sono tutti.

(Gabriela Pannia)

29/10/2018

Provare, perdere, ma non consegnarsi mai alle delusioni che forgiano il lato più arrendevole di noi.

Ci riprovo, desidero sempre.

Voglio le promesse del vento sulla pelle, la speranza del sole negli occhi, i misteri del mare nell’anima, le certezze delle stelle incorniciate nel cuore.

(Gabriela Pannia)

29/10/2018

Ho la sindrome della Fenice, ho bisogno di cadere come la pioggia.

La cenere è il seme, il fondo è il mio punto di svolta.

Torno sempre.

Talvolta in volo, talvolta nuvola.

(Gabriela Pannia)

28/10/2018

Come scivola il tempo, com’evapora la felicità, come si svuotano gli abbracci, come cambia la strada.

Dicono che non ci sei più, ma chi vuoi che li ascolti.

Presenza è un concetto talmente soggettivo che nessuna dichiarazione sul suo conto passa mai come folle completamente.

(Gabriela Pannia)

27/10/2018

Sera. Non più la pesantezza degli impegni, solo quieta leggerezza del ristoro.

(Gabriela Pannia)

24/10/2018

Notte. Poche son le anime a riposo nei corpi.

In molte danzano sognanti sulle punte delle stelle.

(Gabriela Pannia)

23/10/2018

La lentezza della sera abbracciata alla pacatezza dei pensieri.

E poi l’autunno, e poi il ritiro.

Star bene, se ci pensi, sa esser semplice quanto respirare.

(Gabriela Pannia)

19/10/2018

Nei gesti eclatanti siamo tutti perfetti, nelle azioni quotidiane riveliamo noi stessi.

(Gabriela Pannia)

17/10/2018

– Vivo bene, non uso le persone.

– Poco furbo, non trovi?

– Poco serio usarle, direi.

– Al mondo d’oggi, usare è il modo per andare avanti. Come agisci tu è un po’ da fessi.

– Dici?

– Dico…

– Ma, come in ogni cosa, c’è il rovescio della medaglia.

– E quale sarebbe?

– Io non uso, e non mi faccio usare.

(Gabriela Pannia)

19/10/2018

Al primo sguardo mi ha spaventato.

– Spaventato, e perché mai?

– Perché era una di quelle donne sopravvissute a qualcosa, di quelle che cascano al fondo e poi si rialzano. Quelle che hanno scoperto chi sono, che sanno ciò che vogliono e non si distraggono con altro.

– E tu, cosa hai fatto?

– Ho sperato con tutto me stesso che volesse anche me.

(Gabriela Pannia)

16/10/2018

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