Ho passato una vita a mettere tutto in discussione, per prima me, è questa la mia forza.

Ora ho un senso del dovere tutto mio, un’etica da cui non scappo neppure se ci rimetto, un codice di condotta che mi guida religiosamente come una fiaccola nel buio.

Non ho bisogno di approvazione, se in un qualunque contesto mi sono già approvata io.

Non giudico dall’alto in basso ma conosco in tutto, adoro e difendo il mio livello.

Un uomo che non mi tratta come voglio non smette di essere un uomo, ma non è l’uomo per me.

Un amico che non mi rispetta completamente non smette di essere un amico, ma non è l’amico per me.

Non impartisco lezioni e non voglio plasmare nessuno; sono un segugio a caccia continua di lezioni e sintonie.

Non muoio dal desiderio di esprimere la mia opinione, a meno che nelle cose non ci sia immischiata personalmente.

Non perdo tempo con chi non mi arricchisce e butto fuori dai miei spazi chi, con me, non si sente arricchito.

Il pericolo è la solitudine, ne sono consapevole.

Ma ancor meno dignitoso è questo odierno meccanismo del tristissimo arraffare ciò che c’è, del non curarsi intimamente di sé fino al punto di pensare che il proprio valore sia esiguo e che l’unica opzione sia l’accontentarsi.

(Gabriela Pannia)