Sono nata dove l’odore del mare ti entra dritto nella pelle, dove le spiagge sono selvatiche e i pendii si gettano in file disordinate tra le onde; sono nata dove il sole sa accarezzare e picchiare, dove il cielo si confonde con l’acqua e il vento trasporta fiabe e sapori di terre lontane.

Sono nata dove non sai se impari a nuotare o a volare ed è per questo, credo, che ho sempre la testa per aria.
Sono nata in un luogo che poi ho anche lasciato,
ma che mi ha messo al polso steli di fiori intrecciati, fissando l’altro capo alle cime degli scogli.
Sono nata in un luogo che tira i fili e mi richiama, e guai a negargli un ritorno anche fugace: se per troppo tempo lo lascio inascoltato si adira, s’ingelosisce e mi punisce, riversandomi nel cuore quantità infinite di nostalgia.

(Gabriela Pannia)