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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Sono una docente di scuola elementare e, sin dall’iscrizione in Scienze della Formazione Primaria, ho pensato che insegnare ai bambini fosse il lavoro più bello del mondo.
Non il più sicuro, ma il più bello sì.

E lo è stato fino a qui, e lo è.

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– Dio, ci sei? Ho bisogno di parlarTi.
– Sono qui, dimmi.
– Abbiamo paura.
– Lo so
– In tanti ci lasciano, in tantissimi soffrono, tutti siamo vittime del terrore e della confusione, non sappiamo in cosa sperare.
– Spera in me.

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– Ci dicono tutto e il contrario di tutto, non sappiamo in cosa credere.
– Credi in Me.
– Io credo in Te, ma qui non cambia niente… ormai è solo dolore e sconforto.
– Trova conforto in Me.
– E salvezza no? Perchè non ci salvi? Perché non fai finire tutto questo? Basterebbe un Tuo respiro, un solo gesto della Tua mano.
Basterebbe così poco…

– Dio, ci sei?
– Ci sono.
– Perchè non mi rispondi, perchè non ci salvi? So che non lo meritiamo, che siamo in una situazione che abbiamo creato noi stessi.
So che siamo irriconoscenti, che riceviamo e in due giorni dimentichiamo. So che cadiamo di continuo, che se va tutto bene è merito nostro e che, se va tutto male, ci ricordiamo improvvisamente che Esisti. So che ci arrabbiamo se non esaudisci le nostre ipocrite preghiere nei modi e nei tempi che a noi sembrano congeniali. So che avanziamo pretese senza metterci mai in discussione, che torniamo umani solo quando la tragedia entra nelle nostre case. Che, se la stessa si concentra nelle case di altri, ce ne importa ma neanche tanto. So che siamo insensibili, avidi, capricciosi, indifferenti, che ci comportiamo come se fossimo i padroni del nostro tempo, del nostro prossimo, di tutto…
– Sai un sacco di cose.
– Sì, ma non ho ancora detto la cosa che so e che reputo la più importante.
– E cos’altro sapresti?
– So che Tu sei un Dio misericordioso.
– Sì, questa è la cosa più importante.
– E allora cosa mi rispondi?
– Ti rispondo che le altre cose che sai io le so da più tempo, che vi ho dato Mio Figlio, che non mi avete mai scoraggiato.
– Dunque, ci salverai?
– Dunque concentrati sulla cosa più importante.
Lascia stare tutto il resto, è una Mia questione.
Rivedi la tua vita, affidati a Me, prega affinchè la tua esistenza e quella del mondo sia, come sempre, ancora abbracciata dalla Mia Infinita Misericordia.

(Gabriela Pannia)

#Domenica19aprile2020
#FestadellaDivinaMisericordia

Non so ancora quanto ci vorrà, ma per la prima volta da quando l’incubo è iniziato intravedo un po’ di luce.
Wuhan che dimette il suo ultimo paziente, gli esercizi commerciali che chiudono di propria iniziativa per mero senso civico, le strade vuote e la gente che condanna in un sol coro chi trasgredisce, Codogno e gli altri luoghi che hanno pazientemente sopportato la quarantena che ora vedono il frutto dei propri sacrifici.

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Beverly Hills 90210: Dylan per sempre

Siamo gli adolescenti degli anni ’90, forse soltanto tra noi capiamo realmente cosa abbia significato la prematura scomparsa del mai dimenticato Dylan McKay.

In questi giorni si sono rincorse più volte le notizie riguardanti il terribile ictus  che ha colpito improvvisamente il nostro amato Luke Perry mentre si trovava nella sua casa di Sherman Oaks. Il ricovero presso il St. Joseph’s Hospital di Burbank, le condizioni criticissime e poi, con un comunicato che ha messo fine a ogni speranza, la notizia della sua morte.

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Partenze…

È un pomeriggio freddissimo, a Milano. La gente ferma e pronta a partire con i bagagli parcheggiati accanto alle gambe intirizzite è muta, sospesa. La nebbia è malinconica, i respiri fumanti. Persone di tutte le età, di ogni colore, con la vita divisa in più luoghi, che vanno a trovare qualcuno o che partono sperando di trovare qualcosa. Gli occhi pieni di incognite, di speranze, di consapevolezze, di attese. Un ragazzo del sud Italia si confronta con i parenti fermi accanto a lui, poi fa il giro dei viaggiatori che si stanno allontanando da una panchina per capire a chi appartenga una serie di tessere rinvenuta per terra.

Trova la proprietaria, poco più grande di lui; un sorriso, un grazie, una cosa bella… da Natale.

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La scuola che non educa. Ma la famiglia? Ma lo Stato?

Il web, i telegiornali ed i quotidiani italiani parlano, da giorni, dei ripetuti casi di violenza e bullismo che hanno come protagonista la seconda istituzione educativa per eccellenza: la scuola.

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Blue Whale e suicidi giovanili: chi istiga sul serio?

50 prove e 50 giorni di vita, gli ultimi.

In questo periodo si sente molto parlare di un gioco della morte lanciato per la prima volta in Russia da Philip Budeikin, un giovane di 21 anni recluso in carcere – pare – dal 2016 e capace di istigare al suicidio centinaia di ragazzini tramite i social, sotto la minaccia di divulgare informazioni che possono nuocere gravemente alla loro famiglia.

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Per piacere, non chiamatela satira!

Prima di addentrarvi in questo mio sfogo mi pare doveroso avvisarvi in modo che – se di opinione nettamente diversa – possiate ritirarvi senza proseguire nella lettura: non sono mai stata, né mai sarò, Charlie Hebdo.

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