Cerca

Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

Tag

Anima

La pioggia pare scendere in modo più affettuoso, nel weekend.

Dice “Ora che hai meno cose da fare, ascolta il mio musicale percuotere la natura.

Lascia che porti in scena per te quei versi e testi costretti dentro che, da sola, non hai il coraggio di cantare.”

(Gabriela Pannia)

Annunci

Ascolta, se tu non mi vuoi io sono felice per te.

Lo sono, giuro.

Non sai che croce ti prenderesti, non sai con quali turbolenze avresti a che fare.

Vedi la mia voce pacata e questi modi sereni?

Tutta apparenza.

Dentro ho escursioni emotive che fanno paura, ho tempeste improvvise che mi sconquassano l’anima.

Dentro sono nomade, alla ricerca perenne di senso e sensi. Di me.

Ti trascinerei nei miei vortici, faticheresti a capirmi; ogni tuo gesto, sguardo o silenzio per me sarebbe materia d’esame.

Io amo in modo viscerale e profondamente voglio essere amata.

All’inizio, continuamente, sempre.

Non sono fatta di emozioni comuni, non mi accontento per convenienza o precetto.

Credo d’essere folle, impegnativa, indomabile.

Un uomo che non mi vuole con sé, per me, è un uomo molto fortunato.

(Gabriela Pannia)

Io sono una di quelli.

Quelli che desiderano gli incontri ravvicinati col mare sia d’estate sia d’inverno, sia di giorno sia di notte, che sentono sincronizzato il proprio battito con lo sciabordio delle onde, che contemplano, venerano e temono gli umori capricciosi di questa divinità blu perché troppo assomigliano alle correnti che si portano nell’anima.

(Gabriela Pannia)

Dopo studi approfonditi e un’immersione completa nei più impervi sentieri della mia anima, ho capito di essere una creatura tesa inevitabilmente al bene.

In ogni cosa: se ti vado bene, bene.

Se non ti vado bene, bene lo stesso.

(Gabriela Pannia)

Cercare la notte e, nella notte, cercarsi.

Amo quelli che non sanno ancora chi sono ma che, nel loro indaffarato sondarsi, svelano profondità simili a quelle del cielo.

(Gabriela Pannia)

È che passando sulla tua stessa strada mi sei apparso come una stupenda casa dalla porta chiusa.

È che qualcosa mi suggerisce che ci sono un sacco di cose belle, là dentro.

È che non so come dirtelo, ma non sei un rapido sguardo di curiosità.

In te, al centro delle tue corazze, probabilmente, vorrei venirci ad abitare.

(Gabriela Pannia)

Hai un mondo, dentro, che in pochi visiteranno, perché a pochi consegnerai le chiavi, perché pochi si prenderanno la briga di venire a vedere com’è davvero.

Li bloccherai fuori, si fermeranno fuori, alle apparenze, al sentito dire, alle conclusioni indispettite e a quelle più convenienti.

Ma quel mondo non basa sul traffico il suo valore, dunque curalo.

Con tutta te stessa, continua a tenerlo pulito.

(Gabriela Pannia)

È il numero che non torna a livello genetico, l’animo di un poeta.

Rispetto agli altri ha qualcosa in più e qualcosa in meno.

Più empatia, più profondità e più senso delle cose.

Meno difese, meno mezzi, meno predisposizione a conformarsi.

(Gabriela Pannia)

La mia anima è una piccola e instancabile contadina; in prossimità di rustici di desideri a cielo aperto, sotto la luce delle stelle e della luna, ogni sera, qualunque sia il carico sul cuore, si china ore e ore sulle zolle della vita e sparge centinaia di semi di speranza.

(Gabriela Pannia)

Facciamo i forti, ma non siamo forti.

Ci sperimentiamo deboli, ma possiamo cose che i deboli non fanno.

Siamo vie di mezzo, creature di carne e cicli, di sangue e anima, di conoscenza e ignoranza.

Siamo noi adesso, altro prima, chissà cosa dopo.

Siamo il frutto dei passi che facciamo e dei venti che ci visitano.

Siamo spiriti senza tempo aggrappati come ciechi alle promesse labili dell’attimo.

(Gabriela Pannia)

Nella mia ingenuità mi ero illusa che le offese crudeli e gratuite rivolte a Nadia Toffa avessero insegnato la lezione. Invece non hanno insegnato niente, perché dal cancro al corpo si può guarire.

Da quello all’anima, purtroppo, no.

(Gabriela Pannia)

Quest’anima fragile, forte, inquieta e vagabonda che si tuffa e camuffa in tutto,

fino a smarrirsi.

E poi ecco settembre, coi suoi specchi sinceri,

a mostrarle l’essenza, a farla placare.

(Gabriela Pannia)

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: