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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Atteggiamenti

Lascia che il silenzio ti parli e la notte ti illumini, lascia che la luna ti scaldi col suo tocco d’argento, lascia che le vie impervie ti portino sulla strada maestra, lascia che le stelle sfavillino e che i tuoi piedi poi colgano il senso di questo insensato peregrinare.

(Gabriela Pannia)

Ci sarà nebbia pronta a confonderti, e freddo pronto a gelare il tuo pensiero, e viuzze che t’appariranno d’improvviso, ponendosi sensualmente come la sola scelta possibile, nel loro pianeggiante e ordinato estendersi verso l’ignoto.

Ci saranno echi, suoni, silenzi. Ma ci sarai anche tu, con il tuo istinto e con il tuo cuore. Ascoltali sempre, anche quando sembrerà ch’essi vogliano spingerti nell’abisso più nero o incontro alle cime più ripide; forse non ti suggeriranno la strada giusta per gli altri.

Ma quella sarà certamente la strada giusta per te.

(Gabriela Pannia)

– E come li chiami, quelli che ci sono per prendere e poi hanno impegni o sono distratti se devono dare? Quelli che fanno e vorrebbero ai piedi tappeti ma se fai tu cadono in depressione? Quelli che si sentono un gradino più alto ma si sentono e basta, senza ragione? Quelli che è tutto un difetto negli altri perché non vogliono e non reggono confronti obiettivi?

– Ma perché, tu li chiami?

(Gabriela Pannia)

Tendo a dare a chi mi interessa molta importanza e molto valore, talvolta esagerando.

E in troppi poi si atteggiano a primedonne o iniziano a fare il gioco del perdermi.

Ma donna ce n’è una sola, sono io.

E sai una cosa? A perdermi ci riescono davvero.

(Gabriela Pannia)

La vita è come decidi di prenderla ogni mattina. Se piove puoi mettere il broncio e attirare su di te lo stesso grigio che è nel cielo, oppure puoi considerarti la sposa delle ore che stanno cerimoniosamente iniziando: bagnata, dunque fortunata.

(Gabriela Pannia)

Come diventano complicate, le donne a cui il dolore ha cucito addosso strati e strati di corazze.

Trovano il mare, il cielo, un foglio di carta o altri contenitori sicuri e ci versano continuamente l’anima; diventano secche, timorose e ostili in tutte le situazioni a rischio.

Con silenzi, con distanze, con gesti, con parole.

Così spesso finiscono col farsi altro male,

da sole: chi vogliono va via convinto di non contare nulla.

Gli altri restano perché quel non essere provocati, perlustrati, attaccati e confusi li illude che siano importanti.

(Gabriela Pannia)

Dopo studi approfonditi e un’immersione completa nei più impervi sentieri della mia anima, ho capito di essere una creatura tesa inevitabilmente al bene.

In ogni cosa: se ti vado bene, bene.

Se non ti vado bene, bene lo stesso.

(Gabriela Pannia)

È un difetto che so di avere, metto il muso e alzo i muri. Il muso per le incomprensioni, i muri per le cose più gravi. Il primo sparisce in un paio d’ore, i secondi sono per sempre.

(Gabriela Pannia)

Riconosci subito le persone concentrate sulle personali strade del mondo e dell’anima. Gli altri per loro sono compagnie selezionate e benvolute; mai indagate, mai giudicate, mai invidiate e mai scoraggiate.

(Gabriela Pannia)

22/04/2019

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