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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Autunno

Sabato, autunno, caffè, abbracci di lana e carezze d’inchiostro. Non mi serve che siano eccessivi, posso stare anche altrove.

L’importante è sapere di poter contare, quando si ha voglia, della propria dimensione naturale.

(Gabriela Pannia)

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L’autunno a braccetto con la domenica mattina. Ottobre accovacciato sui suoi guanciali di foglie ardenti, i parchi malinconici, le formiche a far provviste oltre il termine stabilito, il sole ancora intento a tuffarsi negli abissi delle ombre e il tempo rallentato come una lumaca pigra. A godere dei colori e dei sapori del viaggio, a suggerire ai pensieri complessi che forse è il caso di tornare domani.

(Gabriela Pannia)

Il mare in autunno, un caffè caldo, qualcuno con cui dividere un sorriso e il suono ipnotico del vento. Dove mi vorrei ora? Mi vorrei lì.

(Gabriela Pannia)

I cinque minuti in più al mattino, col cielo scuro, in settimana, da ottobre a febbraio: patrimonio umano del “M’alzo, non m’alzo”.

(Gabriela Pannia)

La settimana ricomincia e ottobre piove ininterrottamente le sue tintinnanti note autunnali; l’erba pregna, i marciapiedi come fiumiciattoli. Il caffè nel vociferare assonnato di un bar, i progetti del giorno pronti in fila, la vita che lentamente riprende coi suoi complessi, capricciosi e meravigliosi rituali.

(Gabriela Pannia)

Talvolta cedo all’istinto di prendere e andare, con l’unica compagnia dell’amica solitudine; passeggio su tappeti di foglie cadute come molti dei miei sogni, o remo su acque che mi spaventano come le innumerevoli incognite della vita. Eppure è sempre utile la mia ricerca, sempre proficua la mia pesca; io che non potrei né saprei catturare pesci, in questi viaggi faccio abbondante incetta di speranze.

(Gabriela Pannia)

È sabato e piove. L’autunno è davvero arrivato con le sue impronte grigie in mezzo al cielo e quelle piccole gocce pronte a prendersi per mano, scivolando sul fondo dei vetri delle finestre.

Un caffè, il silenzio, quel problema superato.

Il riposo, i progetti, una nuova serenità nel cuore.

Cos’è la felicità?

Sorridi, godine ora: è questa la felicità.

(Gabriela Pannia)

Ottobre che si fa pian piano più anziano e quel tondeggiare di zucche che cova brividi di freddo incisivo e di feste dal retrogusto catartico.

I boschi accesi, gli animi in contemplazione.

Ogni mese ha il suo perché,

ma ottobre ne ha più d’uno.

(Gabriela Pannia)

Eccole,

in autunno si levano le prime nebbie,

le ombre incutono soggezione,

i colori si raggruppano

per toni scuri.

Il dopo è ancora più impalpabile,

lo sguardo sfugge e si fa dubbioso,

il mistero è fitto come i pensieri.

Diresti mai che, oltre, c’è ancora il sole?

Secondo me è un po’ come con le cadute,

con il dolore, con la disperazione.

(Gabriela Pannia)

La vita è come le mattine d’autunno: può esserci il sole, può esserci la pioggia, si può star bene o si può essere nuvolosi, ma il tempo non smette per questo di scorrere, gli obiettivi non cessano di esistere, l’istinto non si stanca di trainare in avanti, la magia non si cruccia se la si scova in qualche crepa.

(Gabriela Pannia)

Le panchine su cui si posano le foglie esauste, i marciapiedi che borbottano a ogni passo, i rami snelli che danno indicazioni alternative fino a pungere il cielo, la sera che viene assieme ai brividi del primo freddo, il richiamo di casa, quella voglia di fare grandi sogni e sostituirli, per un poco, all’autunno della vita quotidiana.

(Gabriela Pannia)

Adoro il vento che si leva in autunno; né troppo lieve né troppo forte. Né troppo razionale né esageratamente romantico.

(Gabriela Pannia)

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