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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Casa

Luoghi non luoghi in cui, al solo pensarci, riesci a sentirti a casa come mai prima: gli incontri con certe anime sono così.

Soprattutto se ti restano a fianco.

Persino se poi ci si perde di vista.

(Gabriela Pannia)

Non cercate cose e presenze superficiali, cercate luoghi e persone che siano per voi casa. E se non sanno essere il vostro porto sicuro, se non vi fanno sentire protetti ogni giorno, abbandonateli, lasciateli.

La solitudine che più fa male è quella tappezzata di illusioni.

(Gabriela Pannia)

I più belli sono quelli che,

quand’è il momento,

tornano.

A casa, sui propri passi,

a ciò che amano, a loro stessi.

(Gabriela Pannia)

Voglio un Natale sereno, di quelli sereni che non ne esistono più. Voglio l’odore di casa, l’abbraccio di mia madre, chi ho perso di nuovo vivo nei sogni, la speranza di quand’ero bambina, l’ostinazione coi piedi puntati sulla convinzione che il futuro porterà più bene di quello che il presente mi consente di intravedere.

(Gabriela Pannia)

C’è una pioggia lenta e continua che prende le malinconie e le adagia come pietrine bagnate sull’anima, c’é un tempo sospeso che pare congelare i paesaggi e le cose, che permea di luce fioca un casalingo, accogliente, caldo e generale silenzio; c’é la vita che pare sussurrare consigli ed ammonimenti dalle pagine di un libro, dal gusto forte del caffè, dalle fusa cadenzate del gatto. E poi c’é la domenica, con la sua pigrizia colma di laboriose riflessioni; l’amica che ti lascia riposare e non disturba, ma che accarezza e lenisce come piuma tutta la stanchezza accumulata.

(Gabriela Pannia)

Alla notte che sta arrivando e che posa le sue mani fredde sui paesaggi di novembre, alla stanchezza a cui cantare ninne nanne affinché si addormenti e tramuti in riposo, alle stelle che si affacciano e splendono oltre le nubi minacciose di pioggia, a te che torni a casa e che a casa ti senti sempre, nel bene e nel male, nella tua pelle.

(Gabriela Pannia)

È che passando sulla tua stessa strada mi sei apparso come una stupenda casa dalla porta chiusa.

È che qualcosa mi suggerisce che ci sono un sacco di cose belle, là dentro.

È che non so come dirtelo, ma non sei un rapido sguardo di curiosità.

In te, al centro delle tue corazze, probabilmente, vorrei venirci ad abitare.

(Gabriela Pannia)

Le panchine su cui si posano le foglie esauste, i marciapiedi che borbottano a ogni passo, i rami snelli che danno indicazioni alternative fino a pungere il cielo, la sera che viene assieme ai brividi del primo freddo, il richiamo di casa, quella voglia di fare grandi sogni e sostituirli, per un poco, all’autunno della vita quotidiana.

(Gabriela Pannia)

È che agosto è ancora qui,

ma io già sento odore d’autunno.

Delle sue foglie invecchiate,

dei suoi banchi nebbiosi,

di quelle malinconie sulla pelle,

di quei boschi ovattati,

delle sue piogge improvvise,

dei suoi orizzonti enigmatici,

di quel senso di casa.

(Gabriela Pannia)

Al Sud la gente ti guarda in faccia quando t’incrocia, ti regala un sorriso e ti chiede se hai bisogno se ti vede in difficoltà; non scappa se le rivolgi una domanda, non ti tiene a distanza, non ti guarda con sospetto.

Al Sud se un uomo ti aiuta a portare una valigia è perché vuole aiutarti a portare la valigia. Non è perché ci prova e talvolta, perché non ci prova, ci resti un po’ male.

Al Sud l’aria odora di mare anche se il mare è ancora distante; i campi, ogni tanto, sono come la borsa di una donna: un po’ confusi ma provvisti del necessario.

Al Sud il sole sa essere estivo senza farti evaporare l’anima, anzi l’anima te la prende e l’accompagna in paesaggi che sanno sia di selvatico sia di meraviglia.

Al Sud non esiste solitudine o sconforto. Ce la si fa sempre perché “siamo nati per lottare”; la forza d’animo ha la sfrontatezza dei paesotti arroccati sui monti, delle abitazioni solitarie che se ne stanno a picco sul mare.

Al Sud il mare è azzurro come il cielo, la sabbia fine come il sale, gli scogli duri come le teste, le case profumate di ragù e tradizioni, le Chiese piene di persone e rituali ancestrali.

Al Sud ti senti sempre a casa, anche se casa tua è ormai altrove. I giovani hanno gli occhi pieni di orizzonti lontani e gli anziani ridondanti di antica saggezza.

Ti accorgi di essere arrivata al Sud dagli odori dell’aria, dal tocco del vento, dalla serenità del cuore, dalla colazione in un bar.

Con tre euro prendi il cornetto, il cappuccino, una bottiglietta d’acqua, un bicchiere d’acqua aggiuntivo, uno sguardo amichevole e un paio di battute che possono strapparti una sana risata.

Fa bene stare al Sud ed essere del Sud.

La gente se ne accorge e non solo per l’accento.

Il Sud è una filosofia di vita, è una forza diversa, un miscuglio di culture che ti rende ricco, riconoscibile e umano eternamente.

Te lo porti dentro sempre, il Sud.

Se resti, se vai, se vai ma poi torni.

(Gabriela Pannia)

Mi piacciono gli ambiziosi lungimiranti, quelli che s’impegnano a raggiungere traguardi importanti ma sanno che la felicità, il calore e il senso dell’esistenza risiedono nella pace interiore e in chi chiamano casa.

(Gabriela Pannia)

9/03/2019

Non so bene cosa vorrei davvero, ancora. Ma, se le ore del giorno fossero luoghi, prenderei casa in un tramonto.

(Gabriela Pannia)

2/03/2019

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