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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Cicli

Certi sogni se ne vanno mentre ancora li stai sognando ma io sono tutta strana e mezza matta. Li piango per il tempo che serve e poi, su altre emozioni, ricomincio a sognare.

(Gabriela Pannia)

E sai cosa importa?

Essere ancora sulla linea di partenza.

E sai cosa curare?

Il cuore e l’anima, affinché il primo dia tanto senza farsi male e la seconda evolva in modo esponenziale.

Obiettivi e sfide vengono dopo.

Che il viaggio più generoso sia quello interiore.

(Gabriela Pannia)

Non sapere cosa porterà il nuovo, perdersi tra le trame fantasiose di sensazioni contrastanti, diffidare del valore propiziatorio di certe tradizioni ma onorarlo lo stesso, impazienti che arrivi il futuro e stringendo tra le mani centinaia di aspettative.

Perché la speranza non conosce età: viene e ci trova tutti eterni bambini.

(Gabriela Pannia)

Buongiorno alle cose che finiscono e diventano ricordo, buongiorno alle cose che si preparano e sanno di speranza; buongiorno alle cose che c’erano e non se ne andranno mai, perché sono noi, in noi, con noi e compagne imprescindibili della nostra vita.

(Gabriela Pannia)

Buon nuovo anno a me e alla donna che sono.

Buon nuovo anno ai sacrifici diventati cose concrete nel ciclo che si sta concludendo; alla mia forza fatta di cadute e lacrime, alle infinite fragilità che combatto da sempre e che, per sempre, mi accompagneranno.

Buon nuovo anno alla tenacia con cui trattengo la bimba in un corpo che segue soltanto le leggi del tempo, al tempo che sempre dedico a me perché crescere dentro è lo scopo principale di questo pazzo viaggio.

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La vita è fatta di tappe.

L’amore, fidati, è fatto di tappe.

Il dolore, sappilo, è fatto di tappe.

Non puoi mentire, illuderti o imbrogliare.

Se non fai tutte le tappe

o confondi il nulla con l’amore,

o scambi un breve sorriso inconsapevole

per la fine del dolore.

(Gabriela Pannia)

Facciamo i forti, ma non siamo forti.

Ci sperimentiamo deboli, ma possiamo cose che i deboli non fanno.

Siamo vie di mezzo, creature di carne e cicli, di sangue e anima, di conoscenza e ignoranza.

Siamo noi adesso, altro prima, chissà cosa dopo.

Siamo il frutto dei passi che facciamo e dei venti che ci visitano.

Siamo spiriti senza tempo aggrappati come ciechi alle promesse labili dell’attimo.

(Gabriela Pannia)

Il potere di un raggio di sole tra i mausolei dorati dell’autunno: mostrare che lì dove si concentrano le prove della fine vi è anche l’indizio inequivocabile del principio.

(Gabriela Pannia)

Ecco settembre dai venti freschi e dai toni caldi, dai cicli nuovi e dalle speranze di sempre. Vieni, mese tanto atteso.

Confidaci le tue malinconie, portaci cose belle.

(Gabriela Pannia)

– Settembre –

Viene sospinto dal vento

con piroette che paiono accento

su quel paesaggio che pian s’ingiallisce,

e la nostalgia che or s’acuisce.

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Svegliarsi in un giorno di fine agosto, aprire le finestre e sentire l’aria più fresca, l’odore della pioggia, la porta che cigolando si chiude su un ciclo, il lontano richiamo di cose nuove, la natura che già costruisce i palcoscenici dell’autunno.

(Gabriela Pannia)

Qualunque vita, nessuna esclusa, è divisa in fasi; verranno notti in cui avvertirai la luce e cercherai le stelle, notti in cui guarderai le stelle e mancherà la luce.

(Gabriela Pannia)

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