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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Dolore

– Io ho questa cosa.

– Quale cosa?

– Scrivere, questo scrivere.

– E quando scrivi?

– Sempre, in qualunque occasione. Quando sono felice, per contenere la felicità. Quando soffro, per trattenere le redini del dolore.

(Gabriela Pannia)

23/12/2018

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Conto le perdite nei solchi dell’anima; conto tutte le perdite, nessuna esclusa: una persona cara, una speranza, la fiducia in qualcuno, un animale domestico.

Le conto, ci ho pianto, ci piango e non le scordo.

Perdendo si rinasce, sì.

Ma, ogni volta, si muore anche un poco.

(Gabriela Pannia)

13/11/2018

Per un po’ li senti, ora la voce, ora i passi. All’inizio restano, per accettare il distacco e decidersi al passaggio. Non credo stiano per noi, no. Se pronunci il loro nome a voce alta li spaventi, smettono di correre e giocherellare con gli oggetti. E quando sono andati lo percepisci nel freddo delle stanze, nel vuoto ancor più vuoto del cuore. Invecchiare perdendo chi ami ha il suo perché. La morte ad un certo punto fa meno paura. Sai che, nelle stanze del cielo, chi è andato prima t’aspetta come presenza nuovamente tangibile. (Gabriela Pannia)

30/01/2018

Datevi l’occasione di rinascere dalle delusioni e dal dolore; occorre piangere entro certi limiti, disperare fino ad un certo punto. Dopo imponetevi la risalita; tra i mille doveri dell’esistenza, il primo fra tutti è coltivare il sorriso. (Gabriela Pannia)

15/01/2018

Arriveranno le tempeste, e colpiranno lasciando segni indelebili sulla pelle e nelle profondità dell’anima. Poi, quando la speranza sembrerà scemare, tornerà il sereno. E non sarai lo stesso, né il mondo per te lo sarà, né chi ti sta attorno. Guarderai con occhi nuovi, valuterai con più rigore, vorrai accanto persone marchiate con le tue stesse cicatrici, e non quelle che fanno drammi per un graffio. O che giocano a recitare la parte dei vissuti avendo l’anima intonsa, la vista corta e la serenità essenziale comodamente servita su vassoi d’argentea ignoranza. (Gabriela Pannia)

31/10/2015

Tranciano vite umane perché di umano, in quelle bestie, in chi le aizza, in chi finge di occuparsene, non c’è rimasto più nulla. (Gabriela Pannia)

18/08/2017

Abbi cura del tuo cuore, ché esso deve contenere e medicare ogni dolore; trattenere e rivestir le sue pareti di ogni gioia. (Gabriela Pannia)

13/08/2017

Ho attraversato il mondo, leggendone i più atroci dolori; per questo delle mie pene me ne lamento, ma con moderazione. (G. Pannia)

8/08/2017

Ho sempre condannato le vane illusioni eppure, adesso, una la cullo come fosse un bambino. Quale? Credere che un dolore spartito faccia male di meno. (G. Pannia)

27/08/2016


Uccidere per un’idea, come fosse un diritto, e fare del pianto e della morte il gioco di mocciosi mai divenuti adulti; come se a perire, un giorno, non fossimo destinati tutti. Ma quale evoluzione è mai possibile se taluni, ancora, si crogiolano nella cieca ed imbecille illusione di possedere il mondo, di essere padroni del proprio destino, di contare e comandare – realmente – più di chiunque altro. (G. Pannia)

5/04/2017

Troppa saccenza, troppa teoria spiccia sul dolore; certi drammi li capisci solo attraversandoli. (G. Pannia)

17/03/2017

Non l’hanno mai capito e non lo capiranno mai: tradire o deludere una donna è ciò che più rapidamente, inevitabilmente, irreversibilmente ed inspiegabilmente trasforma un amore per la vita in un perfetto sconosciuto. (G. Pannia)

27/02/2017

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