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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Dolore

Talvolta so chi sono, talvolta no.
Sono gli ostacoli, e le paure, e il dolore, a farmi traballare.
Ma è questo il trucco: solo traballando si raggiunge il punto di equilibrio.

(Gabriela Pannia)

Aveva nel cuore una manciata infinita di semi di speranza; così, quando un progetto falliva o un dolore veniva a piegarla, lei prendeva uno di quei semi e lo interrava nell’anima.

(Gabriela Pannia)

Non scordate il dolore che è stato, non scordate che potrebbe tornare, non scordate chi ora attraversa ciò che noi abbiamo attraversato.
Non scordate che il cielo è lo stesso,
che le lacrime non hanno lingua o colore.
Non scordate che solo uniti ce la facciamo,
che solo insieme rivedremo il sole.

(Gabriela Pannia)

Ciao luna, ci vedi da lassù?
Abbiamo bisogno dei tuoi influssi affinchè il dolore torni negli abissi e la normalità bagni ancora, con brevissime e innocue pause, le rive assetate della nostra vita.

(Gabriela Pannia)

Usciremo dal buio, deporremo le lacrime, faremo pace con l’aria, saremo folla nel sole.

(Gabriela Pannia)

Oggi é domenica, il giorno del Signore.
Vorrei fosse davvero pausa, dalla paura e dal dolore.
Vorrei che fosse tregua, per almeno un po’ di ore.
Che poi cessi questa guerra, che si canti per le strade.

(Gabriela Pannia)

I dolori estremi rendono estreme le persone.

O estremi egoismo, cattiveria e distruzione.

O estreme profondità, empatia ed esplosioni d’arte.

(Gabriela Pannia)

E ritornano…

come onde inaspettate

si schiantano sulle coste della tua anima;

la vìolano, la sconvolgono, la confondono,

ancora…

in attimi che sembrano eterni.

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Io non ho ricette contro la nostalgia, la mancanza e questo affezionarmi a sguardi e persone esclusivo, istintivo e viscerale.

Ho il rispetto che porto verso chi non vuol esserci.

Questo cullarmi, leccarmi e curarmi per conto mio.

Questo stare come sto che tengo dignitosamente in me e per me, senza disturbare.

(Gabriela Pannia)

Non cercate via di fuga o scorciatoie, non esistono. Il giorno, la notte, la gioia e il dolore vanno abbracciati, attraversati, coccolati e pianti. Dopo, solo dopo, inizieranno cose nuove.

(Gabriela Pannia)

Come diventano complicate, le donne a cui il dolore ha cucito addosso strati e strati di corazze.

Trovano il mare, il cielo, un foglio di carta o altri contenitori sicuri e ci versano continuamente l’anima; diventano secche, timorose e ostili in tutte le situazioni a rischio.

Con silenzi, con distanze, con gesti, con parole.

Così spesso finiscono col farsi altro male,

da sole: chi vogliono va via convinto di non contare nulla.

Gli altri restano perché quel non essere provocati, perlustrati, attaccati e confusi li illude che siano importanti.

(Gabriela Pannia)

Non credete all’inferno dopo la morte.

Per quel che mi riguarda siamo tutti a credito di felicità, perché il bene fatto raramente ritorna.

Perché le preghiere troppo spesso restano inascoltate.

Perché piangiamo fino alla fine la perdita di chi abbiamo amato.

Perché non v’è niente di più crudele del legare con lacci di vene e sangue un’anima eterna in un corpo destinato a perire.

(Gabriela Pannia)

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