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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Esperienza

– Quante primavere abbiamo saltato?
– Nel tempo, fino a ora, solo una.
– E nel cuore?
– Nel cuore, infinite.

(Gabriela Pannia)

Vedi le cose apparentemente belle?
Non tutte vengono per allietarti.
Vedi le cose apparentemente brutte?
Non tutte vengono per ferirti.

(Gabriela Pannia)

Alle cose che ho riscoperto care in questo periodo che ha reso cara la libertà: ai profumi preclusi, agli abbracci vietati, ai rituali stravolti, al bisogno altrimenti inascoltato di coltivare bellezza e contatto nell’intimità.

(Gabriela Pannia)

Siamo una razza strana, noi umani.
In tempi normali desideriamo cose straordinarie.
In tempi straordinari scopriamo che il nostro più grande bisogno è la normalità.

(Gabriela Pannia)

Luoghi non luoghi in cui, al solo pensarci, riesci a sentirti a casa come mai prima: gli incontri con certe anime sono così.

Soprattutto se ti restano a fianco.

Persino se poi ci si perde di vista.

(Gabriela Pannia)

– Chissà a cosa siamo destinati…

– Tu credi si sia destinati a qualcosa?

– Certo. Ogni esistenza lunga, breve, facile o complessa lo è. Altrimenti tutto questo respirare, sognare, sperare e sentire che senso avrebbe?

(Gabriela Pannia)

Non è vero che le cose accadono quando meno te lo aspetti, o quando è il momento giusto, o in base a quanto te le sei guadagnate.

Ci sono esperienze che, nella vita, non arriveranno e basta e non serve a niente chiedersi il perché.

Il perché non c’è, oppure è al di fuori della nostra portata.

Ma sai cosa credo? Con tutto il bello che abbiamo dentro e intorno, anche con meno del tanto che desideriamo, la nostra è destinata a essere comunque una grande vita.

(Gabriela Pannia)

Ci hai messo il cuore, la pelle, l’anima, le lacrime e tutte le tue forze per essere ciò che sei; se qualcuno ti descrive in altro modo non farti confondere. Osserva la tua immagine in uno specchio, prenditi il tempo che occorre per riconoscerti, accarezza le tue cicatrici, coccola le ciocche dei tuoi capelli, sorridi e, a dispetto di tutto e tutti, esci e sii ancora indiscutibilmente, meravigliosamente te stessa.

(Gabriela Pannia)

È protetta in segrete tutte sue, la vita.

Non spiega, non giustifica, non apre le porte che vogliamo e non sempre chiude quelle che pensiamo.

Eppure, in brevi momenti, riesce a farsi anche capire, così che vedi il senso delle cose in un’onda del mare, un camino acceso o nel cielo che riabbraccia timidamente il sole.

(Gabriela Pannia)

Un po’ qui e un po’ lì. Talvolta persa in quell’umano bisogno di sentirsi importanti, talvolta bisognosa di un paesaggio naturale in cui sentirmi effimera.

(Gabriela Pannia)

Mi piacciono quelli come me, gli imperfetti che sanno di essere imperfetti e di non potersi perfezionare in tutto, ma al mattino si alzano col solo scopo di migliorare.

I perfetti presunti, convinti o sempre in cattedra, invece, non li sopporto.

Ho l’impressione che vadano male e dritto, rinunciando alle evoluzioni e all’arricchimento assicurati dalle curve, dalle buche e dalle salite.

(Gabriela Pannia)

Non credete all’inferno dopo la morte.

Per quel che mi riguarda siamo tutti a credito di felicità, perché il bene fatto raramente ritorna.

Perché le preghiere troppo spesso restano inascoltate.

Perché piangiamo fino alla fine la perdita di chi abbiamo amato.

Perché non v’è niente di più crudele del legare con lacci di vene e sangue un’anima eterna in un corpo destinato a perire.

(Gabriela Pannia)

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