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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Essenza

Che tu sia frenetico come il vento che prende le preoccupazioni e le porta via, disfacendole in coriandoli d’aria nel cielo. Che tu sia calmo come la sabbia dei deserti che cambia luogo e cambia prospettiva, che ora è pianura ora è duna, eppure mai tradisce la sua essenza.

(Gabriela Pannia)

Sono una donna folle che della sua follia non ha vergogna, anzi l’adora e la mostra ai quattro venti. Ma quale rassegnazione e quale maturità! La mia visione del mondo sarà per sempre scettro e scudo; mi salverà, caratterizzerà e solleverà finché avrò vita.

(Gabriela Pannia)

A contatto col mare ti ritrovi,

conosce la lingua della tua parte immortale.

Il mare è come l’anima.

Profondo, complesso e senza un’età.

(Gabriela Pannia)

Quando arriva la notte io mi ritrovo.

Nel buio di un sole accomiatato riscopro luci e sfumature di ciò che sono,

di ciò che sogno, di ciò che inseguo.

(Gabriela Pannia)

Ci hai messo il cuore, la pelle, l’anima, le lacrime e tutte le tue forze per essere ciò che sei; se qualcuno ti descrive in altro modo non farti confondere. Osserva la tua immagine in uno specchio, prenditi il tempo che occorre per riconoscerti, accarezza le tue cicatrici, coccola le ciocche dei tuoi capelli, sorridi e, a dispetto di tutto e tutti, esci e sii ancora indiscutibilmente, meravigliosamente te stessa.

(Gabriela Pannia)

Non vivo di illusioni, distruggo le illusioni.

E se nel distruggerle mi distruggo è per il tempo di reinventarmi, di rinascere.

Meglio provata e consapevole che intonsa regina di castelli di vento.

(Gabriela Pannia)

Buon nuovo anno a me e alla donna che sono.

Buon nuovo anno ai sacrifici diventati cose concrete nel ciclo che si sta concludendo; alla mia forza fatta di cadute e lacrime, alle infinite fragilità che combatto da sempre e che, per sempre, mi accompagneranno.

Buon nuovo anno alla tenacia con cui trattengo la bimba in un corpo che segue soltanto le leggi del tempo, al tempo che sempre dedico a me perché crescere dentro è lo scopo principale di questo pazzo viaggio.

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Ascolta, se tu non mi vuoi io sono felice per te.

Lo sono, giuro.

Non sai che croce ti prenderesti, non sai con quali turbolenze avresti a che fare.

Vedi la mia voce pacata e questi modi sereni?

Tutta apparenza.

Dentro ho escursioni emotive che fanno paura, ho tempeste improvvise che mi sconquassano l’anima.

Dentro sono nomade, alla ricerca perenne di senso e sensi. Di me.

Ti trascinerei nei miei vortici, faticheresti a capirmi; ogni tuo gesto, sguardo o silenzio per me sarebbe materia d’esame.

Io amo in modo viscerale e profondamente voglio essere amata.

All’inizio, continuamente, sempre.

Non sono fatta di emozioni comuni, non mi accontento per convenienza o precetto.

Credo d’essere folle, impegnativa, indomabile.

Un uomo che non mi vuole con sé, per me, è un uomo molto fortunato.

(Gabriela Pannia)

Io le cose ho bisogno di toccarle.

Le esperienze di analizzarle.

Le anime di sondarle, prima di tenerle o spingerle ad andare.

Le incoerenze sono indizi,

le coerenze conferme.

Con tutti i riassunti che ci sono a questo mondo, la mia è la continua ricerca della versione originale.

(Gabriela Pannia)

Hai un mondo, dentro, che in pochi visiteranno, perché a pochi consegnerai le chiavi, perché pochi si prenderanno la briga di venire a vedere com’è davvero.

Li bloccherai fuori, si fermeranno fuori, alle apparenze, al sentito dire, alle conclusioni indispettite e a quelle più convenienti.

Ma quel mondo non basa sul traffico il suo valore, dunque curalo.

Con tutta te stessa, continua a tenerlo pulito.

(Gabriela Pannia)

Nella vita detesto i problemi, specie quelli tirati per le lunghe e facilmente risolvibili.

Mi piace affrontarli in faccia, siano essi situazioni o persone; e se in faccia non basta vado oltre, alle origini, al vertice, al nocciolo.

Mi piace fronteggiare, superare, ricominciare.

Non spettegolare, covare, sopportare.

Qualcuno la chiama cattiveria, per me è la cosa più benevola del mondo.

(Gabriela Pannia)

Sai, quando scrivo mi isolo dal mondo.

O lo descrivo più bello, per sentirlo vicino a me.

O lo descrivo più mio, per sentirmi meno in disparte.

(Gabriela Pannia)

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