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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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felicità

Vuoi essere felice, donna?
Allora sii moglie solo se desideri esserlo.
Sii indipendente se vuoi volare da sola.
Sii madre se è un tuo istinto profondo.
Sii completa anche senza dei figli.

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Sii casalinga se è una tua vocazione.
Sii in carriera se ti riempie di orgoglio.
Sii accondiscendente se approvi.
Sii sincera se nutri dei dubbi.
Resta se lo vuoi per davvero.
Lascia se hai la tristezza nel cuore.
Fuggi da ogni atteggiamento irrispettoso.
Difendi se ci credi davvero.
Sorridi di ogni gelosia.
Graffia se ti fanno del male.
Piangi e non temere il giudizio.
Ridi e non sentirti sbagliata.
Matura e scopri te stessa.
Ama e sii luce serena.

(Gabriela Pannia)

Vi venderanno illusioni e le spacceranno per felicità; coltivate il dialogo interiore, passeggiate nella natura, consultate spesso le enciplodie di vita chiamate anziani.
La felicità è sì fugace, ma concreta, inconfondibile.
Onesta nella pelle, nel cuore, nella serenità.

(Gabriela Pannia)

Nessuno sa quando arriveranno le sue tempeste, per questo il sereno non va mai sprecato.
Se sei felice, sii felice in modo spudorato.
Se felice non sei, guarda: in fondo già s’intravede la luce dei tempi migliori.

(Gabriela Pannia)

Per quanto tu possa impegnarti non sai cos’è la felicità finché non perdi o rischi di perdere le cose elementari.

(Gabriela Pannia)

Il sabato è il tempo che puoi finalmente riservare a te, coccolandoti e dedicandoti a quel che ti pare; un po’ come quando, a una certa età, scopri un nuovo tipo di benessere facendo a meno dell’esserci superficiale, a singhiozzo o insignificante di alcune persone.

(Gabriela Pannia)

– Tu sai dove io possa incontrare la felicità?

– Ovunque il tuo passo si mostri certo e libero.

E se lì non la trovi, pure altrove non c’è.

(Gabriela Pannia)

C’era la luna, c’erano le stelle e c’erano i sogni: non mancava nulla; la notte, come la vita, per essere buona necessita di poche, semplici, magnifiche cose.

(Gabriela Pannia)

Sai, ho capito che aspettiamo tutti la felicità ma la felicità, in realtà, è una scelta quotidiana.

Cosa ti rende felice?

Una persona? Diglielo.

Una passione? Vivila.

Una cosa? Falla.

La vita vola, trova il coraggio, rischia.

Male che vada avrai provato.

Bene che vada avrai intensamente vissuto.

(Gabriela Pannia)

Niente si ripete, nessuno torna indietro.

Apprezza, sorridi, ama, vivi.

L’unico dovere che abbiamo è setacciare le vie dell’esistenza alla ricerca instancabile di semi di calore e felicità.

(Gabriela Pannia)

Amo l’odore attaccato alle finestre del venerdì mattina. Apri e senti che gli impegni sono già vestiti di riposo, che la stanchezza si addolcisce nel suo sapersi con le ore contate, che chi hai trascurato per altro tornerà a essere il fulcro della tua vita.

Tu per prima, gli altri dopo.

(Gabriela Pannia)

È sabato e piove. L’autunno è davvero arrivato con le sue impronte grigie in mezzo al cielo e quelle piccole gocce pronte a prendersi per mano, scivolando sul fondo dei vetri delle finestre.

Un caffè, il silenzio, quel problema superato.

Il riposo, i progetti, una nuova serenità nel cuore.

Cos’è la felicità?

Sorridi, godine ora: è questa la felicità.

(Gabriela Pannia)

Non credete all’inferno dopo la morte.

Per quel che mi riguarda siamo tutti a credito di felicità, perché il bene fatto raramente ritorna.

Perché le preghiere troppo spesso restano inascoltate.

Perché piangiamo fino alla fine la perdita di chi abbiamo amato.

Perché non v’è niente di più crudele del legare con lacci di vene e sangue un’anima eterna in un corpo destinato a perire.

(Gabriela Pannia)

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