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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Mare

La primavera non sa, le rondini vengono senza restrizioni. I profumi violano le recinzioni, il mare canta senza appuntamento.
La paura, anche oggi, attanaglia i cuori.
Ma la speranza, la speranza é un fiore che non conosce stagioni.

(Gabriela Pannia)

Per quello che penso i mattini migliori sono quelli che si affacciano sul mare, ma ne esistono di un tipo che supera in bellezza qualunque paesaggio naturale: quello dei risvegli sgattaiolati dagli infissi di ogni angolo del mondo ma sempre, ancora o nuovamente pregni di rinvigorente speranza.

(Gabriela Pannia)

Ma non siamo che barche e non è che un mare, la vita. Troppe cose sono in balia del caso, del mistero e del capriccio ma, finché sei in viaggio, scegli l’istinto e cuore in poppa.

(Gabriela Pannia)

A contatto col mare ti ritrovi,

conosce la lingua della tua parte immortale.

Il mare è come l’anima.

Profondo, complesso e senza un’età.

(Gabriela Pannia)

Ho bisogno del mare.

Delle cose che sa, delle cose che fa, delle cose che dice tra un’onda e l’altra, quando ogni onda si disfa anche sulle rive del cuore.

(Gabriela Pannia)

Tutto, le gioie e i dolori, la realtà e il sogno, le delusioni e le aspettative, ogni cosa io la riverso nella scrittura.

La scrittura è il mare.

Io il fiume.

(Gabriela Pannia)

C’è un tipo di silenzio rigenerante e indispensabile a cui nessuno, nella vita, dovrebbe rinunciare.

La gente cresce, in quel silenzio.

Le anime evolvono, le risposte paiono meno complicate, le decisioni hanno un sapore risolutivo, anche se di primo acchito sconvolgono e fanno male.

Nessun suono è degno di rubare il palco a quel silenzio, a meno che ad accompagnarlo non si levi la voce del vento, il canto del mare, o la nenia ipnotica della pioggia che cade.

(Gabriela Pannia)

Indossare giacche e silenzi pesanti, andare a guardare la notte che si tuffa nel mare, vederli diventare di un solo colore e perdermi volutamente in quel non sapere se io stessa sia terra, o acqua, o cielo, o tutto, o nulla.

(Gabriela Pannia)

Io sono una di quelli.

Quelli che desiderano gli incontri ravvicinati col mare sia d’estate sia d’inverno, sia di giorno sia di notte, che sentono sincronizzato il proprio battito con lo sciabordio delle onde, che contemplano, venerano e temono gli umori capricciosi di questa divinità blu perché troppo assomigliano alle correnti che si portano nell’anima.

(Gabriela Pannia)

Il mare in autunno, un caffè caldo, qualcuno con cui dividere un sorriso e il suono ipnotico del vento. Dove mi vorrei ora? Mi vorrei lì.

(Gabriela Pannia)

L’ultima domenica di agosto e gli ultimi tuffi al mare; c’è sempre questa strana inquietudine quando, anche per poco, si lascia un grande amore.

(Gabriela Pannia)

Il sale del mare e il bacio del sole.

Nessuna estate può andare senza lasciare cose così.

(Gabriela Pannia)

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