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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Morte

Perchè siete tornati presso questa tomba?
Egli non è qui.

Cercatelo accanto ai sofferenti nelle case blindate e ai morenti negli ospedali.
Egli non è qui.

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Cercatelo in coloro che provano imperterriti a strappare la sacra vita umana alla fine.
Egli non è qui.

Cercatelo nelle lacrime di chi piange i propri cari, partiti per il Cielo senza una carezza e un saluto.
Egli non è qui.

Cercatelo tra chi rischia e non si tira indietro, tra i volontari, tra i benefattori, tra i credenti che lo invocano in cerca di salvezza, tra chi spera in Lui, tra chi prega ogni giorno anche stando bene, perchè giunga la fine di tutto questo dolore.
Egli non è qui.

Cercatelo tra i martiri di questo tempo tragico, tra chi non può offrire altro se non un solidale sorriso, tra chi sta tornando alla sua dimensione più umana.
Egli non è qui.

Cercatelo tra gli ultimi, gli oppressi, i diseredati, gli emarginati, gli umili, i pacifici.
Egli non è qui.

Cercatelo nel Sole che non tramonta, nella Luce che illumina dentro, nella Pace che scende sul cuore, nella Consolazione che invade l’animo senza evidente spiegazione razionale.
Egli ha sconfitto la morte, è Vita Eterna.
Egli non è più qui.

(Gabriela Pannia)

Abbiate rispetto degli anziani.

Abbiate rispetto di quelle generazioni che hanno allevato figli, amministrato famiglie e lavorato sodo affrontando sacrifici, prove e periodi che i giovani di oggi non sanno neppure immaginare.

Abbiate rispetto della loro tempra, della loro dignità, della loro lucidità mentale e del loro diritto alla vita, anche se si trovano a un punto della vita in cui il salto nell’altra dimensione pare essere lì lì per arrivare.

Affrontate le cose con giudizio, le epidemie con sensibilità.

Se se ne va una persona di ottanta anni è comunque un lutto, non qualcosa con cui consolarsi.

Comunicate quanti anni avesse e finitela lì.

Ci sono “anziani”, tra gli anziani e i giovani di oggi, che ai drammi di oggi possono ancora fare le scarpe.

(Gabriela Pannia)

Un giorno l’universo verrà a reclamarci, e noi così piccoli e attaccati alla carne, così smemorati e pieni di paure, così dipendenti dalla terra e da chi in essa ci vive, sentiremo di essere di fronte alla più imponente delle evoluzioni. Ci chiederemo più insistentemente nel dopo cosa c’è.

Credo sia la stessa sensazione che gli uccelli provano a un passo dal loro primo volo.

(Gabriela Pannia)

Molti degli incendi che stanno devastando l’Australia pare siano di origine dolosa. Guardo alla sofferenza degli animali, a quei corpi carbonizzati, al terrore nei loro occhi, alla gratitudine che sanno mostrare nei confronti di chi li salva e mi dico che sì: loro sono il bene più grande di questo pianeta, e noi una razza di perfetti imbecilli.

(Gabriela Pannia)

Non credete all’inferno dopo la morte.

Per quel che mi riguarda siamo tutti a credito di felicità, perché il bene fatto raramente ritorna.

Perché le preghiere troppo spesso restano inascoltate.

Perché piangiamo fino alla fine la perdita di chi abbiamo amato.

Perché non v’è niente di più crudele del legare con lacci di vene e sangue un’anima eterna in un corpo destinato a perire.

(Gabriela Pannia)

Per un po’ li senti, ora la voce, ora i passi. All’inizio restano, per accettare il distacco e decidersi al passaggio. Non credo stiano per noi, no. Se pronunci il loro nome a voce alta li spaventi, smettono di correre e giocherellare con gli oggetti. E quando sono andati lo percepisci nel freddo delle stanze, nel vuoto ancor più vuoto del cuore. Invecchiare perdendo chi ami ha il suo perché. La morte ad un certo punto fa meno paura. Sai che, nelle stanze del cielo, chi è andato prima t’aspetta come presenza nuovamente tangibile. (Gabriela Pannia)

30/01/2018

Ricordi? Pioveva forte e tirava vento anche la notte in cui ti congedavi da questo mondo, da me; e per quanto quel pianto di cielo e quell’ululare d’aria a molti possano sembrare sinistri, io ho imparato ad amarli come fossi tu. Come fossi qui. (Gabriela Pannia)

2/01/2018

La mia non è fede, è certezza; non è religione, è una sorta di spiritualità universale. Che siamo finiti lo dice il corpo che invecchia e perisce; che siamo eterni lo svela l’eterna giovinezza dell’anima. (G. Pannia)

10/08/2017

La gente non muore quando muore, la gente muore quando si rassegna. (G. Pannia)

2/08/2017

Sarà come rincontrarsi in uno spazio privo di barriere, nel tempo sospeso dove i tuoi occhi si scioglievano nei miei e con essi si spartivano le eccitanti incertezze sul futuro; correremo in mezzo a prati pullulanti di primavera, rideremo col cuore lieto dei fanciulli, ti darò fraternamente la mia mano, e saprò senza capire come di non averla mai distaccata dalla tua. (G. Pannia)

15/03/2016


Uccidere per un’idea, come fosse un diritto, e fare del pianto e della morte il gioco di mocciosi mai divenuti adulti; come se a perire, un giorno, non fossimo destinati tutti. Ma quale evoluzione è mai possibile se taluni, ancora, si crogiolano nella cieca ed imbecille illusione di possedere il mondo, di essere padroni del proprio destino, di contare e comandare – realmente – più di chiunque altro. (G. Pannia)

5/04/2017

Di solitudine non si muore. Si muore di vuoto interiore. (G. Pannia)

22/07/2016

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