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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Paura

Talvolta so chi sono, talvolta no.
Sono gli ostacoli, e le paure, e il dolore, a farmi traballare.
Ma è questo il trucco: solo traballando si raggiunge il punto di equilibrio.

(Gabriela Pannia)

La luna magnifica, il cielo terso e una sera di giugno.
Un giugno strano, sospeso, provato e impaurito.
Ma, se è giusto concentrarsi sulle cose belle, io mi fermo e contemplo tutto, rapita, aspettando che spuntino le amiche stelle.

(Gabriela Pannia)

– In questo momento il domani fa un sacco paura.
– Il domani è sempre un’incertezza.
– Ma adesso lo è di più.
– Adesso siamo solo consapevoli, siamo nel mezzo della tempesta ma non cambia nulla rispetto al modo in cui dobbiamo affrontarla.
– E come la affrontiamo?
– Usando la testa, mettendoci il cuore, avendo rispetto per la vita, prendendoci cura dell’essenziale.

(Gabriela Pannia)

È notte. Dormi e sogna strade che portano a un futuro meno minaccioso.
Domani ci sveglieremo e le percorreremo davvero, facendo il necessario affinché quel futuro sia presente presto.

(Gabriela Pannia)

Con quale stato d’animo vado a letto, la sera?
Dipende dalle fasi della vita.
In questa, ad esempio, con la speranza che la notte prepari pietanze di stelle e soluzioni per sfamare, al mattino, le nostre preghiere.

(Gabriela Pannia)

Dolci sogni, per quanto possibile. 💜

Oggi é domenica, il giorno del Signore.
Vorrei fosse davvero pausa, dalla paura e dal dolore.
Vorrei che fosse tregua, per almeno un po’ di ore.
Che poi cessi questa guerra, che si canti per le strade.

(Gabriela Pannia)

Il mondo che uscirà da questa sciagura dovrà essere un mondo per forza rivoluzionato.

Stiamo capendo cosa sia la prigionia e la limitazione della libertà, solo che noi lo stiamo capendo nel tentativo di salvarci, gli animali l’hanno sempre subito per trastullarci o compiacerci.

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La primavera non sa, le rondini vengono senza restrizioni. I profumi violano le recinzioni, il mare canta senza appuntamento.
La paura, anche oggi, attanaglia i cuori.
Ma la speranza, la speranza é un fiore che non conosce stagioni.

(Gabriela Pannia)

A te che te ne stai in un angolo di casa col timore nel cuore, a te che ti hanno messo in ospedale e non sai quando potrai uscire, a te che l’ansia ti prende a morsi e non hai nessuno a cui poterlo dire, a te che cerchi una stella maestra di pace e filosofia, a te che la vita è così e bisogna prenderla come viene… a te mando un bacio, un abbraccio e la rassicurazione che, nella dimensione superiore delle anime, in tanti ti stanno vicino.

Nessuno è mai solo davvero.

(Gabriela Pannia)

L’umanità può salvarsi solo con prove di umanità.

Contagio, allarme e paura.

Per sicurezza ci invitano a stare dentro.

Approfittiamone per capire cosa conti davvero,

là fuori.

(Gabriela Pannia)

Un giorno l’universo verrà a reclamarci, e noi così piccoli e attaccati alla carne, così smemorati e pieni di paure, così dipendenti dalla terra e da chi in essa ci vive, sentiremo di essere di fronte alla più imponente delle evoluzioni. Ci chiederemo più insistentemente nel dopo cosa c’è.

Credo sia la stessa sensazione che gli uccelli provano a un passo dal loro primo volo.

(Gabriela Pannia)

Come diventano complicate, le donne a cui il dolore ha cucito addosso strati e strati di corazze.

Trovano il mare, il cielo, un foglio di carta o altri contenitori sicuri e ci versano continuamente l’anima; diventano secche, timorose e ostili in tutte le situazioni a rischio.

Con silenzi, con distanze, con gesti, con parole.

Così spesso finiscono col farsi altro male,

da sole: chi vogliono va via convinto di non contare nulla.

Gli altri restano perché quel non essere provocati, perlustrati, attaccati e confusi li illude che siano importanti.

(Gabriela Pannia)

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