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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Rispetto

– In questo momento il domani fa un sacco paura.
– Il domani è sempre un’incertezza.
– Ma adesso lo è di più.
– Adesso siamo solo consapevoli, siamo nel mezzo della tempesta ma non cambia nulla rispetto al modo in cui dobbiamo affrontarla.
– E come la affrontiamo?
– Usando la testa, mettendoci il cuore, avendo rispetto per la vita, prendendoci cura dell’essenziale.

(Gabriela Pannia)

Abbiate rispetto degli anziani.

Abbiate rispetto di quelle generazioni che hanno allevato figli, amministrato famiglie e lavorato sodo affrontando sacrifici, prove e periodi che i giovani di oggi non sanno neppure immaginare.

Abbiate rispetto della loro tempra, della loro dignità, della loro lucidità mentale e del loro diritto alla vita, anche se si trovano a un punto della vita in cui il salto nell’altra dimensione pare essere lì lì per arrivare.

Affrontate le cose con giudizio, le epidemie con sensibilità.

Se se ne va una persona di ottanta anni è comunque un lutto, non qualcosa con cui consolarsi.

Comunicate quanti anni avesse e finitela lì.

Ci sono “anziani”, tra gli anziani e i giovani di oggi, che ai drammi di oggi possono ancora fare le scarpe.

(Gabriela Pannia)

Incoerenze e ipocrisie: il linguaggio violento contro le donne ti può sbattere fuori da un reality ma non dal festival della canzone italiana.

Nel primo caso diventi bersaglio, nel secondo star internazionale.

Imparate: non è la violenza il problema,

ma il modo in cui la s’indora.

Accompagnatela con qualche nota stonata e il gioco è fatto.

Assieme al degrado, alla morte del senno e di ogni altra vana speranza nel futuro.

(Gabriela Pannia)

#LaVergogna

Io non ho ricette contro la nostalgia, la mancanza e questo affezionarmi a sguardi e persone esclusivo, istintivo e viscerale.

Ho il rispetto che porto verso chi non vuol esserci.

Questo cullarmi, leccarmi e curarmi per conto mio.

Questo stare come sto che tengo dignitosamente in me e per me, senza disturbare.

(Gabriela Pannia)

Sapere se mi pensi come io ti penso.

Siamo corpi per costrizione, ma spiriti liberi.

Da te, senza che venga da te,

non voglio nient’altro.

(Gabriela Pannia)

Le differenze che si amalgamano senza confondersi, che si scontrano senza ferirsi, che si accettano senza giudicarsi, che si arricchiscono senza intaccare l’altrui validità. Queste sono le sole che tollero.

(Gabriela Pannia)

Non tutto e subito ma limpidezza e sacrificio.

Meglio un procedere un po’ pesante

che un calpestare a cuor leggero.

(Gabriela Pannia)

Lasciar andare: penso che questa sia la più alta forma d’amore.

(Gabriela Pannia)

Quanto esagera il valore di un uomo se, nella notte che sonda chiunque, sa essere stella di qualcuno.

(Gabriela Pannia)

Alle donne che inseguono un sogno senza farsi scoraggiare dalle circostanze, a quelle che si portano dentro sottili insicurezze e infinite paure ma che affrontano il mondo con il coraggio di un leone, a quelle spezzate nel profondo e che ancora non si perdonano la cecità di alcune scelte, a quelle cadute in mezzo a tanti e risalite da sole, a quelle che non si stancano di mettere sempre in gioco un cuore più volte provato, a quelle che devono ancora maturare la consapevolezza del proprio valore e alle donne che già sanno quanto valgono e non si vendono al compromesso; alle donne violate nei pensieri, nell’anima e nel corpo, a quelle che non hanno bisogno di una festa che le celebri ma che neppure si offendono al ricevere un bouquet di rose e mimose. Alle donne belle di ogni età, quelle con gli occhi limpidi, le parole sincere e l’anima sempre vigile, a voi un augurio di rinnovati coraggio, caparbietà e forza. Siate donne, siate consapevoli e decise sempre; fate che il mondo impari ad apprezzarvi e amarvi ogni giorno, non soltanto quando lo ricorda un calendario.

(Gabriela Pannia)

Dalla piccola ape all’imponenza dell’oceano, la terra non è fatta delle cianfrusaglie degli umani. In essa ogni cosa è magia, tutto è essenziale. (Gabriela Pannia)

22/04/2018

Sono il magico baccello in cui germoglia la vita, le ginocchia piegate da antiche sottomissioni e reiterati soprusi, la forza pregna di cocciutaggine e coraggio con cui si abbattono muri e si partorisce un figlio; sono lo sguardo sensuale della femminilità ancora acerba, quello innocente di una bambina che gioca all’adulta sui tacchi di sua madre, quello corrucciato di saggezza, ricordi e rughe venute ad ubbidire alla legge del tempo. Sono colei che potrebbe amarti col corpo o col cuore, il più delle volte con tutta se stessa; sono la rosa sbocciata al culmine di uno stelo colmo di spine, il sorriso che non potrai mai dimenticare o il non amarti che non riuscirai a perdonare. Sono perfetta nella mia imperfezione: un impasto di carne vibrante e anima protesa ad inquietudini irrazionali. Sono mistero, incoerenza, dedizione, freddezza, amore, odio, intimo e lunatico capriccio; sono e sarò ancora la tua principale fonte di tormento e, al contempo, la presenza che sembrerà dare un senso alla tua vita intera. Sono dignità, intelligenza, incontestabile valore. Portami una mimosa, un cioccolatino, un peluche; ma prima, ovunque e comunque, qualunque età anagrafica abbia il corpo che ospita questa mia anima perennemente fanciulla, riconosci, promuovi, difendi tutto il rispetto che da sempre mi è dovuto, e che a lungo, ancora oggi, mi è stato e mi viene imperdonabilmente negato. (Gabriela Pannia)

8/03/2016

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