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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Scrittura

– Io ho questa cosa.

– Quale cosa?

– Scrivere, questo scrivere.

– E quando scrivi?

– Sempre, in qualunque occasione. Quando sono felice, per contenere la felicità. Quando soffro, per trattenere le redini del dolore.

(Gabriela Pannia)

23/12/2018

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Scendono foglie

come pioggia arancione,

l’autunno che avanza

pare un treno in stazione.

Sale chi è stanco di ragioni ritrite,

chi scorda, non riesuma

le cose finite.

Sale chi cerca un’altra versione,

un punto di svolta,

o soltanto un altrove.

Sale il coraggio dell’evoluzione,

di chi salta nel buio

senza fare obiezione.

Sale, in sostanza,

chi vuol cime più alte:

venite signori,

tra poco si parte.

[Come un treno in autunno – Gabriela Pannia]

Se la mia poesia “Come un treno in autunno” vi è piaciuta, vi invito ad aprire questa pagina Facebook, cercarla e votarla con un semplice “mi piace”.

Non partecipavo a Concorsi Letterari da tempo, per me è una grande emozione.

Grazie sin d’ora a chi mi sosterrà.

Gabriela

Il Parnaso – Concorso di Poesia

Scrivo a me, per me.

E, se ti ritrovi, sai cos’è?

Siamo fatti della stessa Anima.

(Gabriela Pannia)

16/09/2018

Ho parole filanti e pensieri ingombranti, frasi intinte nel cuore, sarcasmi controproducenti, riflessioni dalle sfumature cangianti. Non conosco altro rituale per spogliarmi, non vivo per scrivere. Io scrivo per vivere. (Gabriela Pannia)

24/08/2018

Scrivere è dar voce all’anima, leggere è leggersi dentro; se scrivi, se leggi, ti stai solo cercando. (Gabriela Pannia)24/07/2018

Scrivere è parlare a bocca chiusa, ma con l’anima spalancata. (Gabriela Pannia)

1/06/2014

Un piccolo sogno che mi sono concessa, le mie frasi più care su carta; per me, per chi mi apprezza, per chi ancora non mi conosce ma ha voglia di farlo.

Link di acquisto:

Petali d’inchiostro – Gabriela Pannia

Fede, Lettura e Scrittura: incontro con Matteo Pugliares ed i suoi piccoli segreti di felicità

Nessun incontro avviene per caso, forse neppure quelli che finiamo col maledire per il resto della vita. Siamo milioni di persone, eppure con quante anime avremo a che fare in questo nostro terreno peregrinare? Chi tra queste si rivelerà un esempio da seguire, un amico affidabile… e chi sarà una presenza fugace, che non ci lascerà nulla di buono se non l’insegnamento di ciò che non vorremo mai diventare? Matteo Pugliares per me era solo un frate cappuccino “incontrato” su un social, che come me leggeva e scriveva quando, colpita da un grave lutto familiare, aggrappata alla Fede per non soccombere al dolore, decisi di scrivergli in privato, su Facebook, in cerca di un ulteriore conforto, tra i conforti, per una tragedia che presto o tardi colpisce tutti e che, pur tra decine e decine di significati, resta il più grande e definitivo mistero della nostra esistenza.

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Come rido, come rinasco, come piango, come cresco? Scrivendo. Ho l’anima che non lascia impronte, ma ghirigori d’inchiostro. (Gabriela Pannia)

1/10/2017

Io non scrivo; prendo appunti sulla vita. (Gabriela Pannia)

22/09/2017

Scrivo di realtà che sogno, forse solo parallele, perché la realtà che leggo mi fa troppa paura. (Gabriela Pannia)

20/08/2017

Scrivendo potrei non arrivare da nessuna parte; eppure, ne sono convinta, sto andando incontro a me stessa. (Gabriela Pannia)

17/08/2017

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