Cerca

Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

Tag

Sensazioni

Un po’ qui e un po’ lì. Talvolta persa in quell’umano bisogno di sentirsi importanti, talvolta bisognosa di un paesaggio naturale in cui sentirmi effimera.

(Gabriela Pannia)

Annunci

Ottobre che si fa pian piano più anziano e quel tondeggiare di zucche che cova brividi di freddo incisivo e di feste dal retrogusto catartico.

I boschi accesi, gli animi in contemplazione.

Ogni mese ha il suo perché,

ma ottobre ne ha più d’uno.

(Gabriela Pannia)

Io mi sento come una casa tra i monti, affacciata sull’acqua.

Ho l’immenso dentro e davanti a me,

ma sento che manca qualcosa.

Cerco di capire cosa sia quel qualcosa,

ma è un qualcosa senza forma,

senza voce,

senza scampo,

senza tempo.

(Gabriela Pannia)

Le panchine su cui si posano le foglie esauste, i marciapiedi che borbottano a ogni passo, i rami snelli che danno indicazioni alternative fino a pungere il cielo, la sera che viene assieme ai brividi del primo freddo, il richiamo di casa, quella voglia di fare grandi sogni e sostituirli, per un poco, all’autunno della vita quotidiana.

(Gabriela Pannia)

Adoro il vento che si leva in autunno; né troppo lieve né troppo forte. Né troppo razionale né esageratamente romantico.

(Gabriela Pannia)

Ottobre mi fissa oltre la finestra, in questa sua prima sera da protagonista; il caldo comprime i profumi dell’autunno ma le punte spoglie, i colori e le foglie già disegnano nel cuore e sulla pelle le inconfondibili percezioni dell’ultima parte dell’anno.

(Gabriela Pannia)

Ottobre prova, ottobre cela. Tra i frutti più dolci e amari di questo mese solo gli impavidi decidono per la sua ardente malinconia.

(Gabriela Pannia)

Un sabato d’autunno, un trionfo di giallo, rosso, arancione, il risveglio in un silenzio quasi mistico e giusto un velo di malinconia. Le stagioni sono cose congenite. Se una l’hai nel dna, quando arriva te lo ricorda.

(Gabriela Pannia)

Ecco la sera che viene e ammansisce i colori, e fa sua la stanchezza.

Che prende il buono e lo conserva con cura.

Che stende il meno buono a maturare sotto le stelle, affinché domani sia tramutato in saggezza.

(Gabriela Pannia)

L’autunno in posa e il mattino all’orizzonte.

Nel silenzio di un altro inizio gli uccelli spiccano ancora il volo, i prati si cibano della brina notturna, le finestre si accendono una ad una, le zolle spoglie in superficie filano nuova vita in profondità.

(Gabriela Pannia)

Ai giorni di pioggia improvvisa, di vento capriccioso, di danze di foglie e di intimo raccoglimento; agli sguardi coperti dalle ciocche spostate dall’aria, agli ombrelli in borsetta, alle cioccolate nei bar. Alle letture col plaid sulle gambe e il tè caldo nella tazza, alle passeggiate in cerca di soluzioni e castagne, ai primi fuochi scoppiettanti nei camini. Ai mesi d’autunno e al loro inconfondibile splendore.

Alla loro poesia; al loro saper maturare, spiegare, commuovere e rinnovare.

(Gabriela Pannia)

Benvenuto autunno 💛

– Settembre –

Viene sospinto dal vento

con piroette che paiono accento

su quel paesaggio che pian s’ingiallisce,

e la nostalgia che or s’acuisce.

Continua a leggere

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: