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Purple Soul

Le cose materiali permettono la vita; la Poesia nutre lo spirito. (G. Pannia)

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Sera

Vieni a cingermi di immenso e stelle, mia sera.

Le tue braccia sanno essere affidabili e affettuose come quelle di colei che mi ha messo al mondo.

(Gabriela Pannia)

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Sera. La sera è l’amore della mia vita.

Mi stringe tra le sue braccia e la stanchezza si trasforma in riposo, l’agitazione in serenità, le delusioni in nuove speranze, la paura di quel che sarà nel sapore vero e struggente dell’esistenza.

(Gabriela Pannia)

Come le foglie sull’asfalto, scende lenta e scura la sera.

Piroetta tra i pensieri, indugia un attimo su desideri e speranze.

Poi riprende la via e finisce ai piedi del giorno morente.

Muta e convincente narra di cose belle, carezzando il seme del domani.

(Gabriela Pannia)

Scendono le ombre sulle strade, cala il sipario su questo strano e lungo ottobre.

Viene novembre, il mese di chi è andato e di chi c’é.

Di quegli abbracci che un sogno sa confondere, che non svela quanto siano desideri e quanto, invece, realtà.

(Gabriela Pannia)

Guarda, sta diventando un’altra sera di ottobre. Dammi quell’angolino sicuro, il mio libro preferito, quel pensiero fisso capace di tenere al caldo il cuore, i desideri che non confesso e a cui mi aggrappo mentre il vento spira in più direzioni.

(Gabriela Pannia)

La mia anima è una piccola e instancabile contadina; in prossimità di rustici di desideri a cielo aperto, sotto la luce delle stelle e della luna, ogni sera, qualunque sia il carico sul cuore, si china ore e ore sulle zolle della vita e sparge centinaia di semi di speranza.

(Gabriela Pannia)

Le panchine su cui si posano le foglie esauste, i marciapiedi che borbottano a ogni passo, i rami snelli che danno indicazioni alternative fino a pungere il cielo, la sera che viene assieme ai brividi del primo freddo, il richiamo di casa, quella voglia di fare grandi sogni e sostituirli, per un poco, all’autunno della vita quotidiana.

(Gabriela Pannia)

Ottobre mi fissa oltre la finestra, in questa sua prima sera da protagonista; il caldo comprime i profumi dell’autunno ma le punte spoglie, i colori e le foglie già disegnano nel cuore e sulla pelle le inconfondibili percezioni dell’ultima parte dell’anno.

(Gabriela Pannia)

La sera nasconde i paesaggi e mostra le anime; al buio la verità diventa una cosa sola con la luna e ciascuno si ritrova inesorabilmente di fronte alle mancanze che bruciano la pelle, alle presenze che colorano le stelle.

(Gabriela Pannia)

Ecco la sera che viene e ammansisce i colori, e fa sua la stanchezza.

Che prende il buono e lo conserva con cura.

Che stende il meno buono a maturare sotto le stelle, affinché domani sia tramutato in saggezza.

(Gabriela Pannia)

La prima sera d’autunno è un po’ come il primo appuntamento con l’amore: non sai cosa porterà, ma sai che ha ottime possibilità di cambiarti per sempre.

(Gabriela Pannia)

Oggi: per la prima volta le maniche lunghe, il familiare musicare della pioggia, la sera stesa sulle vie croccanti di foglie secche, il plaid in fondo al letto, quel sentirsi tra le braccia dell’autunno.

(Gabriela Pannia)

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